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dexpartacus
La mia 🔝 3️⃣ della Playstation 1
Fonte immagine Crash Bandicoot Il diavolo più pazzo del mondo, direttamente dalla Tasmania arriva per scatenare la propria ira contro ogni cosa gli capiti a tiro ed in ogni schema. Quante ore passate a giocare a questo capolavoro, ovviamente era il classico gioco a schemi in stile Super Mario, le sue mirabolanti mosse ed ambientazioni però riuscivano a renderlo unico. Il gioco ha riscosso moltissimo successo all'epoca e non soltanto, personalmente ci andavo letteralmente fuori per questo folle diavoletto! Fonte immagine Avevo sulla mia console il suo enorme adesivo che la ricopriva interamente, trovato in uno di quei bellissimi vecchi magazine in edicola, purtroppo ho regalato ad un amico la Play, se ce l'avessi ancora avuta gli avrei fatto volentieri una foto per farvela vedere, quanti bei ricordi... col senno di poi avrei dovuto tenerla, mannaggia! Ricordo quando arrivò il gioco di macchine di Crash Bandicoot, fantastico!! Penso di aver usurato il CD assieme agli amici a sfidarci ogni 5 minuti in gare folli sui Kart facendo a gara a chi riusciva a prendere le armi più adatte durante il tragitto per sabotare il nemico di turno. Semplicemente epico!! Metal Gear Solid Fonte immagine Devo essere sincero, non ero qual che si potrebbe definire un genio della strategia, mai stato e con tutta probabilità mai lo sarò, difatti non sono mai riuscito a finire questo stupendo e complicatissimo gioco, se non molto tempo dopo con i trucchi, anche se ero negato l'ho sempre amato alla follia per la sua complicatezza! A proposito di trucchi, ricordate quando per finire i giochi ed essere aggiornati si andava in edicola a comprare il giornaletto specializzato!? Attendevo la loro uscita con ansia per poter giocare alle demo disponibili allegate al giornale, alle quali riuscivo a giocare per ore, nonostante ci fossero soltanto pochissimi schemi disponibili per ogni gioco da loro scelto. Astuzia, intelligenza tattica, mira. Tutte queste ed altre qualità erano fondamentali per guidare il buon Solid Snake durante la ricerca del compimento delle missioni. L'unica pecca era forse l'originalità, divertentissima la scelta di chiamare Solid e Liquid i due fratelli del gioco! Ricordo che all'epoca fece molto scalpore il trucco del cambio slot dei Joypad, una genialata senza pari, non era mai accaduto nella storia delle console filo a quel momento, vero che c'era l'indizio il quale ti avrebbe aiutato ad arrivarci, ma ricordo le ore passate a sclerare bloccati in quel maledetto punto, per poi venire a scoprire il trucco da un mio caro amico tra l'altro... fenomenale! ISS 2000 Fonte Immagine Non un gioco di calcio, quel gioco di calcio. Tra tutte le versioni alle quali ho giocato in 20 anni di sfide con gli amici, terminate causa nausea qualche annetto fa, il gioco giapponese della Konami é secondo me il loro più grande capolavoro. Nonostante l'avessi in bianco e nero, giapponese... Bianco e Nero!??... Vi chiederete il perché immagino... Ebbene sì, devo farvi una confessione, avevo la modifica, l'ho detto, non mi trafiggete, so che non è molto etico per quanto riguarda le leggi competenti in praticamente ogni stato del pianeta terra, però...30€ per la modifica confrontati a praticamente la stessa cifra ogni gioco direi che era un bel risparmio... Fonte immagine I giochi scaricati Giapponesi, che per quanto riguarda il calcio erano degli aggiornamenti verso il mese di Dicembre con alcune migliorie alla precedente versione, si vedevano in bianco e nero se non si aveva ilk filo scart appropriato, che a quanto ricordo non era economicissimo. Dato che all'epoca i miei genitori non navigavano nell'oro, neanche adesso a dire la verità, quindi da buon figlio diligente, già che ero un peso per loro, nel senso economico ovviamente, cercavo di fargli spendere il meno possibile per le cose futili. Ma chiudiamo la parentesi piratesca per tornare al gioco. Mi ricordo ancora buona parte squadra della Master League: Montero, Vieira, Nedved, Zidane, Salas, Trezeguet, Claudio Lopez, panchina Del Piero, Di Vaio e Luca Toni. Fosse esistita realmente una squadra con giocatori del genere non penso avrebbe avuto molti rivali, così come questo magnifico gioco! 🕹🎮 🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮🕹🎮
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Ten Talking Points: giornata #7
1.Inter - Juventus è stata una festa per tutto il calcio italiano. Forse da decenni non avevamo la sensazione, da spettatori, di assistere ad una partita che contasse davvero qualcosa, combattuta e giocata bene da entrambe. Onore alle 2 squadre e ai 2 allenatori. La ciliegina sulla torta sarebbe stata vedere Lukaku stoppare un pallone in maniera decente o Cristiano Ronaldo non colpire la barriera ad ogni punizione. Sarebbe stato chiedere troppo. 2.Sarebbe ora che change.org lanci una petizione per rimuovere Marocchi dal parco opinionisti Sky. Ogni domenica riesce a dimostrare, a se stesso e agli altri, come l'umiltà stia a lui come il metodo scientifico sta a Panzironi. Prima della partita ha bersagliato Sarri in lungo e in largo per aver preferito la Joya al Pipita. 5 minuti e gol. Profetico. 3.Sarrismo, Sarri-Ball., chiamatelo come volete. Maurizio Sarri, dopo aver tradito un popolo e gettato la sua tuta da comandante maximo del popolo rivoluzionario, continua ad insegnare calcio. Lo fa cambiando fisionomia, struttura, uomini e stile ma portando anche a Torino quella sana voglia di divertirsi e divertire, con metodo, con raziocinio, con la forza delle idee. Quelle che mancano spesso in questa piccola Italia. Neppure un indomito Conte, oramai prossimo al trapianto di corde vocali, ha potuto farci nulla. 4.L'Atalanta in campionato si trasforma e pare più travolgente di "Mamma Mia" il musical. La squadra di Gasperini è sempre più scatenata con uno Zapata. che sembra sempre più l'incarnazione calcistica di una statua dell'isola di Pasqua e Gomez sempre più uno scugnizzo dai piedi fatati. La speranza è che si possa presto assistere ad un'Atalanta cosi anche in Europa. 5.Il Napoli arranca e .Ancelotti. cambia modulo tante volte quante Beatrice Lorenzin cambia partito. Un pareggio in casa del Torino ci può stare, soprattutto se pur giocando male potevi vincere la partita anzi meritavi di vincerla. Quel che non convince è il non avere ancora capito quale possa essere l'identità di questo Napoli. Milik ed Insigne sono lo specchio di un Napoli smarrito e che non sa più sorridere. 6.L'abbraccio del Dall'Ara a Sinisa Mihajlovic sa di vita, di passione, di lotta. Quella che l'allenatore del Bologna sta portando avanti contro la malattia e quella che da 110 Anni contraddistingue la società felsinea, ieri in gran festa per celebrare questo grandissimo traguardo. Immobile rovina la festa, che resta pur sempre una grande festa di sport ed un grande spot per un calcio che negli ultimi anni si era sempre più allontanato dalla gente. 7.La Roma recrimina e non è la prima volta in stagione. La sensazione è che Fonseca sia un grande allenatore che possa far bella la "magica" ma che a fine stagione anche la qualificazione Champions possa essere un miraggio. Il Cagliari continua la sua marcia inesorabile verso quella che sarà una delle migliori stagioni di sempre per i sardi. 8.La luce di Suso si è spenta e con lui quella di tutto il Milan. Squadra da "Papeete" quella di Giampaolo che nonostante la vittoria rischia la panchina, stando alle prime pagine di stamattina. Più che il gioco, assente, a convincere del tonfo di questo progetto è l'atteggiamento di Giampaolo stesso, un mix fra lo sguardo di Maurizio Gasparri di fronte ad una copertina di un libro di filosofia e quello di Durigon al cospetto di un piatto vegano. Potrebbe essere Spalletti il suo successore, segno che a Milanello han deciso preventivamente di non vincere nulla ancora per molto tempo. 10.Arrivata al capolinea anche la breve avventura di Eusebio Di Francesco sulla panchina della Sampdoria. 2 amanti che non si sono mai amati e che non vedevano l'ora di staccare la spina consensualmente, manco fossero il governo gialloviola il giorno del si al TAV. Il Parma continua a non conoscere pareggio. La Spal si aggrappa a Petagna. La Fiorentina sembra essere rifiorita grazie all'entusiasmo portato da "Scarface" Ribery e ad un sempre più sereno Montella. Tudor e Liverani tremano ma dovrebbero avere ancora qualche gettone da giocare. Addio a Squinzi, indimenticabile presidente di un Sassuolo finalmente in A grazie all'ex patron di confindustria e che il 18 dicembre recupererà la partita con il Brescia di Balotelli. Per oggi è tutto signori e signori. Sperando di aver reso onore all'originale vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo capitolo di questa nuova avventura.
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Ten Talking Points: giornata #7
1.Inter - Juventus è stata una festa per tutto il calcio italiano. Forse da decenni non avevamo la sensazione, da spettatori, di assistere ad una partita che contasse davvero qualcosa, combattuta e giocata bene da entrambe. Onore alle 2 squadre e ai 2 allenatori. La ciliegina sulla torta sarebbe stata vedere Lukaku stoppare un pallone in maniera decente o Cristiano Ronaldo non colpire la barriera ad ogni punizione. Sarebbe stato chiedere troppo. 2.Sarebbe ora che change.org lanci una petizione per rimuovere Marocchi dal parco opinionisti Sky. Ogni domenica riesce a dimostrare, a se stesso e agli altri, come l'umiltà stia a lui come il metodo scientifico sta a Panzironi. Prima della partita ha bersagliato Sarri in lungo e in largo per aver preferito la Joya al Pipita. 5 minuti e gol. Profetico. 3.Sarrismo, Sarri-Ball., chiamatelo come volete. Maurizio Sarri, dopo aver tradito un popolo e gettato la sua tuta da comandante maximo del popolo rivoluzionario, continua ad insegnare calcio. Lo fa cambiando fisionomia, struttura, uomini e stile ma portando anche a Torino quella sana voglia di divertirsi e divertire, con metodo, con raziocinio, con la forza delle idee. Quelle che mancano spesso in questa piccola Italia. Neppure un indomito Conte, oramai prossimo al trapianto di corde vocali, ha potuto farci nulla. 4.L'Atalanta in campionato si trasforma e pare più travolgente di "Mamma Mia" il musical. La squadra di Gasperini è sempre più scatenata con uno Zapata. che sembra sempre più l'incarnazione calcistica di una statua dell'isola di Pasqua e Gomez sempre più uno scugnizzo dai piedi fatati. La speranza è che si possa presto assistere ad un'Atalanta cosi anche in Europa. 5.Il Napoli arranca e .Ancelotti. cambia modulo tante volte quante Beatrice Lorenzin cambia partito. Un pareggio in casa del Torino ci può stare, soprattutto se pur giocando male potevi vincere la partita anzi meritavi di vincerla. Quel che non convince è il non avere ancora capito quale possa essere l'identità di questo Napoli. Milik ed Insigne sono lo specchio di un Napoli smarrito e che non sa più sorridere. 6.L'abbraccio del Dall'Ara a Sinisa Mihajlovic sa di vita, di passione, di lotta. Quella che l'allenatore del Bologna sta portando avanti contro la malattia e quella che da 110 Anni contraddistingue la società felsinea, ieri in gran festa per celebrare questo grandissimo traguardo. Immobile rovina la festa, che resta pur sempre una grande festa di sport ed un grande spot per un calcio che negli ultimi anni si era sempre più allontanato dalla gente. 7.La Roma recrimina e non è la prima volta in stagione. La sensazione è che Fonseca sia un grande allenatore che possa far bella la "magica" ma che a fine stagione anche la qualificazione Champions possa essere un miraggio. Il Cagliari continua la sua marcia inesorabile verso quella che sarà una delle migliori stagioni di sempre per i sardi. 8.La luce di Suso si è spenta e con lui quella di tutto il Milan. Squadra da "Papeete" quella di Giampaolo che nonostante la vittoria rischia la panchina, stando alle prime pagine di stamattina. Più che il gioco, assente, a convincere del tonfo di questo progetto è l'atteggiamento di Giampaolo stesso, un mix fra lo sguardo di Maurizio Gasparri di fronte ad una copertina di un libro di filosofia e quello di Durigon al cospetto di un piatto vegano. Potrebbe essere Spalletti il suo successore, segno che a Milanello han deciso preventivamente di non vincere nulla ancora per molto tempo. 10.Arrivata al capolinea anche la breve avventura di Eusebio Di Francesco sulla panchina della Sampdoria. 2 amanti che non si sono mai amati e che non vedevano l'ora di staccare la spina consensualmente, manco fossero il governo gialloviola il giorno del si al TAV. Il Parma continua a non conoscere pareggio. La Spal si aggrappa a Petagna. La Fiorentina sembra essere rifiorita grazie all'entusiasmo portato da "Scarface" Ribery e ad un sempre più sereno Montella. Tudor e Liverani tremano ma dovrebbero avere ancora qualche gettone da giocare. Addio a Squinzi, indimenticabile presidente di un Sassuolo finalmente in A grazie all'ex patron di confindustria e che il 18 dicembre recupererà la partita con il Brescia di Balotelli. Per oggi è tutto signori e signori. Sperando di aver reso onore all'originale vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo capitolo di questa nuova avventura.
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1.Inter - Juventus è stata una festa per tutto il calcio italiano. Forse da decenni non avevamo la sensazione, da spettatori, di assistere ad una partita che contasse davvero qualcosa, combattuta e giocata bene da entrambe. Onore alle 2 squadre e ai 2 allenatori. La ciliegina sulla torta sarebbe stata vedere Lukaku stoppare un pallone in maniera decente o Cristiano Ronaldo non colpire la barriera ad ogni punizione. Sarebbe stato chiedere troppo. 2.Sarebbe ora che change.org lanci una petizione per rimuovere Marocchi dal parco opinionisti Sky. Ogni domenica riesce a dimostrare, a se stesso e agli altri, come l'umiltà stia a lui come il metodo scientifico sta a Panzironi. Prima della partita ha bersagliato Sarri in lungo e in largo per aver preferito la Joya al Pipita. 5 minuti e gol. Profetico. 3.Sarrismo, Sarri-Ball., chiamatelo come volete. Maurizio Sarri, dopo aver tradito un popolo e gettato la sua tuta da comandante maximo del popolo rivoluzionario, continua ad insegnare calcio. Lo fa cambiando fisionomia, struttura, uomini e stile ma portando anche a Torino quella sana voglia di divertirsi e divertire, con metodo, con raziocinio, con la forza delle idee. Quelle che mancano spesso in questa piccola Italia. Neppure un indomito Conte, oramai prossimo al trapianto di corde vocali, ha potuto farci nulla. 4.L'Atalanta in campionato si trasforma e pare più travolgente di "Mamma Mia" il musical. La squadra di Gasperini è sempre più scatenata con uno Zapata. che sembra sempre più l'incarnazione calcistica di una statua dell'isola di Pasqua e Gomez sempre più uno scugnizzo dai piedi fatati. La speranza è che si possa presto assistere ad un'Atalanta cosi anche in Europa. 5.Il Napoli arranca e .Ancelotti. cambia modulo tante volte quante Beatrice Lorenzin cambia partito. Un pareggio in casa del Torino ci può stare, soprattutto se pur giocando male potevi vincere la partita anzi meritavi di vincerla. Quel che non convince è il non avere ancora capito quale possa essere l'identità di questo Napoli. Milik ed Insigne sono lo specchio di un Napoli smarrito e che non sa più sorridere. 6.L'abbraccio del Dall'Ara a Sinisa Mihajlovic sa di vita, di passione, di lotta. Quella che l'allenatore del Bologna sta portando avanti contro la malattia e quella che da 110 Anni contraddistingue la società felsinea, ieri in gran festa per celebrare questo grandissimo traguardo. Immobile rovina la festa, che resta pur sempre una grande festa di sport ed un grande spot per un calcio che negli ultimi anni si era sempre più allontanato dalla gente. 7.La Roma recrimina e non è la prima volta in stagione. La sensazione è che Fonseca sia un grande allenatore che possa far bella la "magica" ma che a fine stagione anche la qualificazione Champions possa essere un miraggio. Il Cagliari continua la sua marcia inesorabile verso quella che sarà una delle migliori stagioni di sempre per i sardi. 8.La luce di Suso si è spenta e con lui quella di tutto il Milan. Squadra da "Papeete" quella di Giampaolo che nonostante la vittoria rischia la panchina, stando alle prime pagine di stamattina. Più che il gioco, assente, a convincere del tonfo di questo progetto è l'atteggiamento di Giampaolo stesso, un mix fra lo sguardo di Maurizio Gasparri di fronte ad una copertina di un libro di filosofia e quello di Durigon al cospetto di un piatto vegano. Potrebbe essere Spalletti il suo successore, segno che a Milanello han deciso preventivamente di non vincere nulla ancora per molto tempo. 10.Arrivata al capolinea anche la breve avventura di Eusebio Di Francesco sulla panchina della Sampdoria. 2 amanti che non si sono mai amati e che non vedevano l'ora di staccare la spina consensualmente, manco fossero il governo gialloviola il giorno del si al TAV. Il Parma continua a non conoscere pareggio. La Spal si aggrappa a Petagna. La Fiorentina sembra essere rifiorita grazie all'entusiasmo portato da "Scarface" Ribery e ad un sempre più sereno Montella. Tudor e Liverani tremano ma dovrebbero avere ancora qualche gettone da giocare. Addio a Squinzi, indimenticabile presidente di un Sassuolo finalmente in A grazie all'ex patron di confindustria e che il 18 dicembre recupererà la partita con il Brescia di Balotelli. Per oggi è tutto signori e signori. Sperando di aver reso onore all'originale vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo capitolo di questa nuova avventura.
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