Chi lo avrebbe detto che Rafa Nadal potesse essere cosi scoppiettante in conferenza stampa.

Nella civiltà contemporanea è difficile muoversi senza rischiare di ferire qualcuno, urtare i sentimenti di un altro, scivolare nel non politically correct specie se sei un personaggio pubblico ammirato da milioni di persone.

A questo aggiungeteci che il giornalismo è diventato un susseguirsi di gossip e domande faziose più che seria inchiesta e approfondimento.

Ieri Rafa Nadal ha dimostrato di essere una persona vera, coraggiosa e schietta che non è stata al gioco della polemica tanto caro a giornalisti di tutto il mondo.

Lo ha fatto col sorriso, senza offendere nessuno ma esponendosi come avrebbero fatto in pochi.

La domanda era di quelle scomode, scivolose.

Un giornalista chiede a Nadal cosa ne pensi del fatto che sul campo centrale ci abbia giocato lui e non la sua collega Barty, numero 1 al mondo del circuito WTA.

Era una classica domanda volta a mettere in difficoltà il campione iberico sul tema delle pari opportunità e della presunta discriminazione fra sessi anche in campo sportivo.

Nadal avrebbe potuto bissare, rispondere diplomaticamente e invece con un sorriso che nascondeva un malcelato fastidio ha risposto da campione quale è.

"Forse han deciso di mettere me sul centrale perché ho vinto 18 Slam!"

Bham!

Stesi tutti. Lui ha vinto 18 slam. La Barty 1, un Roland Garros. Brava, bravissima e in forte ascesa come ha subito specificato Nadal ma pur sempre una con 17 titoli in meno di lui, dunque come biasimare la decisione degli organizzatori?

Game, Set & Match!