42 anni dopo Barazzuti un italiano approda alla semifinale degli US Open.

Quell'italiano è Matteo Berrettini, 23 enne che oramai da circa un anno ha iniziato una scalata inesorabile che lo porterà al numero 13 della classifica ATP da lunedi.

O meglio, lo porterà quantomeno al numero 13.

Eh si perchè domani disputerà la semifinale con una leggenda del tennis mondiale, quel Rafa Nadal che come Federer sembra non patire il tempo che passa.

Un exploit contro lo spagnolo porterebbe Berrettini in top 10 e soprattutto in una finale di uno Slam che solo fino ad un paio di anni fa sembrava essere utopia per un tennista italiano.

Il movimento tennistico maschile italiano sta vivendo una seconda giovinezza dopo oltre 40 anni di buio e delusioni.

Fognini con la sua follia ha aperto la strada, Seppi con la sua costanza ha assicurato continuità, Lorenzi ha fatto e fa sognare ma è forse proprio Berrettini la stella che aspettavamo, quella da top 10 stabile e in grado di insinuarsi in questa fase dove le stelle più luminose del firmamento mondiale iniziano a sentire il peso degli anni che passano e i giovani possono e dovranno raccoglierne il testimone.

Ci sarà più spazio per le sorprese e ci sarà più tempo per vedere una di queste sorprese diventare il nuovo re del circuito ATP.

Entro 3-4 anni Federer, Nadal e forse Djokovic non dovrebbero essere più della partita.

Berrettini potrebbe essere uno di quei 4-5 a raccoglierne l'eredità, pur con tutte le dovute proporzioni.

E forse allora ci volteremo indietro e parleremo di quel giorno in cui la leggenda di Berrettini nacque, nel settembre del 2019.