Ieri sera qualunque attento osservatore o tifoso lucido del Napoli deve aver realizzato una cosa molto importante sulla squadra di Ancelotti.

Un dato di fatto che doveva emergere non dopo il roboante 2-0 ai campioni in carica, primatisti in Premier League e bifinalisti di Champions League, ma poco prima che le squadre entrassero in campo.

La folgorazione doveva nascere allo schieramento delle formazioni ed in particolare alla lettura della composizione della panchina del Napoli.

Ospina, Maksimovic, Ghoulam, Elmas, Zielinsky, Younes, Milik, Llorente.

Permettersi una panchina del genere vuol dire aver compiuto finalmente il grande salto. Non quello che ti consente di essere al pari delle grandi d'Europa, che come scritto giorni fa investono cifre vicine o oltre il miliardo sul mercato (a fronte dei 300 milioni del Napoli), ma di vivere notti come quella di ieri e sperare di andare sempre un pò più a fondo nelle varie competizioni, provando a giocarsela sempre e con chiunque.

L'ingresso di Llorente ha fatto la differenza, con buona pace di quelli che storcevano il naso per un colpo a parametro zero che serviva come il pane ma che per molti era un colpo di serie C per via dell'anagrafe o del fatto che non si fossero spesi abbastanza soldi sul mercato.

Un mercato che ha portato Manolas, ieri vicino allo svarione che poteva costare caro, che sta dimostrando di essere perfetto complemento ad un monumentale Koulibaly. Di Lorenzo sarà una delle rivelazioni di quest'annata. Ha tutto per diventare uno dei migliori terzini al mondo. Esagero? Riparliamone fra 24 mesi ok?

Elmas ha la furia del ragazzino di 19 anni e la classe di un veterano. Quando riuscirà ad equilibrare questi 2 aspetti diverrà elemento centrale di questo Napoli. Lozano ha fatto poco ieri ma è giocatore di razza e farà strada. Mario Rui incredibile treno sulla fascia sinistra. Per Callejon e la sua costanza ad alti livelli non ci sono più aggettivi. Fabian Ruiz ha fatto capire perchè il suo nome è in cima alla lista di Real e Barcellona per la prossima stagione. Mertens, core di Napoli. Come non amarlo? Allan è tornato il mastino che ricordavamo con Sarri.

Insigne il più avulso dal gioco, quello che probabilmente sta pagando di più il passaggio dal Sarrismo ad Ancellotti.

Ed è anche qui la chiave di lettura più forte. Quello visto ieri ed in questo inizio di stagione sembra essere davvero il Napoli di Carletto. Se lo scorso anno spesso la squadra tornava ad assumere le sembianze ed i ritmi sarriani, quest'anno pare che invece sia tutto diverso. Movimenti, principi di gioco e mentalità sono finalmente e saldamente in mano a Carletto e questo non potrà che essere un bene per il prosieguo della stagione.

Ieri si è visto un grande Napoli.

Non provate a minimizzare questa impresa, specie se bissa il successo di 12 mesi fa sempre al San Paolo e sempre contro Klopp.

E' cambiato molto da allora.

Ora il Liverpool è più forte.

Ma lo è anche il Napoli.

Potrebbe essere il nuovo Ajax in Champions?

Lo si spera. Ieri il primo mattoncino è stato posto. Servirà costanza ed un pizzico di fortuna ma il lavoro svolto finora sul mercato e sul campo è stato ammirevole.