La sfortuna esiste e ieri al San Paolo si è palesata in tutta la sua sfrontatezza.

Assurde le polemiche di fantomatici giornalisti, intenti a parlare di calo fisico, di ritmo da amichevole, di scelte sbagliate, di un Koulibaly responsabile delle sconfitte del Napoli.

Le statistiche recitano un 17 tiri contro 5 di cui 8 a 1 per il computo dei tiri in porta, 63% possesso palla Napoli, 3 pali ed un Olsen sensazionale.

Aggiungiamoci pure che il Cagliari era una delle squadre più in forma, alla terza vittoria consecutiva e tutte le polemiche saranno smentite in un istante.

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire purtroppo.

E cosi anche Ancelotti ed Insigne hanno sbottato di fronte a domande illecite di opinionisti da bar, che dall'alto dei loro superstipendi anzichè cercare l'analisi della prestazione cercano l'analisi della sconfitta a tutti i costi.

Questo Napoli è già lontano 6 punti dalla mirabolante Inter e 4 dalla Juve.

Classifica che piange insomma, eppure le prestazioni sono da top club.

Il Napoli ha vinto 3 partite su 5 in campionate e le 2 partite perse sono venute entrambe al 90', una per un autorete sfortunatissimo di KK ed una per un contropiede fulmineo (viziato da un fallo in avvio) arrivato dopo una partita clamorosamente dominata in lungo ed in largo.

Nel mezzo c'è stata una vittoria roboante contro i campioni d'Europa in carica che pare già essere stata dimenticata dai grandi soloni della tv e della stampa italiana.

Insomma un Napoli molto convincente sul profilo delle prestazioni, che paga un'eccessiva sfortuna e al massimo un cinismo non sempre presente nei momenti che contano come avvenuto ieri.

Buttare tutto per dei risultati è e sarà sempre materia da perdenti, ma in Italia si sa, il risultato è tutto.