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La Juve espugna Parma alla prima di campionato e, ironia della sorte, nonostante i sette attaccanti presenti tra campo e panchina, lo fa grazie al goal di un difensore, quel Giorgio Chiellini tra i migliori nell'anomala stagione precedente e sicuramente in grado di donare un briciolo di sicurezza in più al reparto anche nella gara di ieri.

Martusciello, coordinato a distanza da Maurizio Sarri (non sarebbe ora di smettere di fumare mister?) schiera a dispetto delle previsioni della vigilia una formazione composta solo da vecchie guardie (incluso Gonzalo Higuain, di ritorno dopo la fallimentare scorsa annata trascorsa tra Milan e Chelsea), segno evidente che a fronte di un DNA ancora a metà nel progetto di trasformazione risulta decisamente più saggio affidarsi a chi l'affiatamento sul campo è in grado di trovarlo ad occhi chiusi.

Le amichevoli precampionato, nelle quali era dato obbligo ai calciatori in campo di evitare a tutti i costi il terzo tocco del pallone, si rivelano dopo pochi minuti in tutta la loro essenza sperimentale, e la squadra, nonostante sembri già aver discretamente assimilato la mentalità offensiva del proprio condottiero, si perde spesso in possessi solitari prolungati dalla metà campo in avanti, con il risultato di rallentare il gioco quasi a volerlo addormentare come da allegriana memoria.

Quando il tridente offensivo composto da Ronaldo, Douglas Costa e Higuain, supportata alla distanza giusta dalla linea dei centrocampisti, riesce ad accelerare il palleggio nello stretto, si inizia ad intravedere quella che nell'immaginario della dirigenza e della tifoseria bianconera dovrebbe essere la Juve di Sarri, molto simile al Napoli in grado di far innamorare mezza Europa e in grado di giocare stabilmente nella metà campo avversaria difendendo paradossalmente con il pallone tra i piedi per ben più di metà dell'incontro.

Il primo tempo non riesce ancora a far sfregare gli occhi dalla meraviglia agli aficionados della Vecchia Signora, ma la sensazione è che se il goal annullato in maniera alquanto singolare a Ronaldo per mezza spalla in fuorigioco (fatico a comprendere a questo punto il concetto di "in linea", dato che un allineamento perfetto tra attaccante e ultimo difensore non può esserci praticamente mai) fosse stato convalidato come sembrava in un primo momento, saremmo andati molto vicini all'avvenimento.

Nella ripresa i campioni d'Italia calano vistosamente a livello fisico e il Parma ne approfitta per provare ad abbandonare la passività dei primi 45 minuti e a rimettere in piedi la gara, pur senza creare veri pericoli alla porta di Szczęsny; per lunghi tratti della ripresa si rivede la difesa bassa compatta dietro la linea della palla, in questo caso dettata più dalla necessità che da una precisa scelta di atteggiamento, ma alla fine dell'incontro rimane, oltre all'importanza dei tre punti nonostante le difficoltà, anche la convinzione che la strada intrapresa sembra quella giusta.

Pagelle personali:

Szczęsny 6,5: attento per tutti i 90 minuti, qualche buona parata.

De Sciglio 6+: alterna grandi giocate a sviste clamorose.
Chiellini 7: dona sicurezza a tutto il reparto e trova pure il goal.
Bonucci 5,5: si fa scavalcare un paio di volte da Inglese, nel complesso insufficiente.
Alex Sandro 6,5: corre per 90 minuti su e giù per la fascia, qualche buon cross.

Khedira 6: solito ottimo senso della posizione, ancora al 70% a livello fisico
(18' s.t. Rabiot 5: entra male in campo e fatica a riprendersi).
Pjanic 5,5: tocca un'infinità di palloni, ma si addormenta un po' troppo spesso.
Matuidi 6: nel complesso fa il suo compito e niente di più.

Douglas Costa 7: fin quando il fisico regge è una spina nel fianco sinistro dei ducali
(26' s.t. Cuadrado 6: parte bene, finisce a difendere con il resto della squadra).
Higuain 6,5: con Ronaldo in campo non tira mai, dialoga a meraviglia con i compagni
(37' s.t. Bernardeschi 5: un giallo in dieci minuti più alcune giocate senza senso).
Ronaldo 6: un goal annullato e tre divorati, pericoloso, ma deve fare di più.