I giocatori della Juve in festa negli spogliatoi. Fonte lettera43.it

Ci sono, nella vita di un tifoso, alcune nottate impossibili da dimenticare; tirando le somme, non sono tantissime, anche se ovviamente tifare per una squadra piuttosto che per un'altra può fare una grande differenza.
La "tua" squadra è quella che scegli da bambino, non la puoi cambiare, e come la mamma te la porti nel cuore fino alla tomba.
A volte ti chiedi chi te lo faccia fare di urlare, arrabbiarti, discutere e perdere il sonno per un gruppo di milionari in calzoncini corti, ma poi ti ricordi che quell'entità per la quale hai urlato l'ultima Domenica fino a rimanere afono, rappresenta un po' la tua tribù, ed è l'amore che, dopo quello dei genitori, ti ha accompagnato più a lungo nel corso della vita.

Ed è per questo che in giornate come quella di ieri avverti la tensione fin dal mattino, cercando di distrarti e di concentrarti sul lavoro e sulle incombenze quotidiane, ma proprio non ce la fai e con il pensiero sei sempre lì.
E più il fischio d'inizio si avvicina, più guardi l'orologio, che daresti qualsiasi cosa per accelerare e farti catapultare all'interno della battaglia.
E quando tutto finalmente comincia, e ti imponi di restare calmo, qualsiasi cosa succeda, capita che passano tre minuti e vedi la palla in fondo alla rete... Senti la vocina interiore che ti ricorda di non urlare, è sera e i vicini riposano dopo le fatiche quotidiane...
Ma un urlo preme da dentro in maniera imperiosa e allora fanculo ai vicini:

- GOOOOOOOLLLLL!!!
- e fanculo pure tu vocina interiore, il goal nei primi minuti tanto agognato è arrivato prima del previsto!
Chiellini protesta con l'arbitro per il goal annullato. Fonte sportsmole.co.uk

Poi ti accorgi che è stato annullato, e ti senti quasi crollare il mondo addosso.
Buona parte di quell'energia che avevi accumulato se ne è andata con il fischio dell'ottimo Kuipers e con la revisione del VAR e la vocina torna a farsi sentire:

-Te l'avevo detto di non urlare..

-Ma rivai a fanculo te e l'arbitro.

Passi qualche minuto in silenzio, quasi a ricaricare le pile come la tua squadra, che infatti sembra avere bisogno di quasi mezz'ora per alimentare il sogno.
Stavolta aspetti ad esultare, prima di ripetere la scena di prima, ma tutto è regolare e puoi ripetere come un matto il nome del fenomeno.
Il primo tempo se ne va, la strada da percorrere è ancora lunga dato che per passare il turno servirebbe fare due goal ad una delle difese più forti del mondo senza prenderne alcuno, ma non passa molto e quell'impresa, alla quale ancora non credi, diventa piano piano realtà.
Questa volta non gridi, quasi non ti muovi, ma non per la vocina o per i vicini, ma perché il goal proprio non l'hai visto, tanto che te lo devi far raccontare da Beppe Bergomi:

-E' goal, è goal!!!

-Ma come goal, ma che ca... dice questo?

Il cuore inizia a batterti all'impazzata, ed è proprio vero, la palla è entrata anche se non se ne è accorto nessuno allo stadio e davanti alla TV, e ti rendi conto che non sei mai stato più felice di sentire un interista gridare alla rete.
Ancora lui, ancora CR7, il più forte del mondo che si esalta quando l'asticella delle difficoltà si alza.
L'entusiasmo ti pervade, tanto che vai a comunicare la notizia della doppietta del suo idolo a tuo figlio, che stava guardando la partita con te e che era appena andato a letto per raggiunti limiti di orario in periodo scolastico.

 
Ronaldo esulta dopo il goal del 2-0. Fonte thesouthafrican.com

E mentre gli auguri la buona notte per la seconda volta, non puoi non pensare che forse, tra trent'anni, questa scena si ripeterà tra lui ed uno dei suoi pargoli, magari quando il "Cristiano" del 2050 calcherà i campi di calcio di mezzo mondo.
Ora siamo pari, e manca quasi un tempo da giocare. Alcuni degli inattesi eroi della prima parte come Spinazzola o il sempre generosissimo Super Mario ti sembrano sulle gambe e inizi a temere la beffa, già vissuta nell'altro Allianz con il Bayern, o l'anno scorso al Bernabeu.

-Ma che ca..., mica potrà girare sempre male no?

E ti rincuori, vedendo i tuoi che soffrono e combattono e che sembrano avere ancora mille energie da buttare in campo.
E quando il baby fenomeno Kean spedisce fuori il punto del trionfo, sei già pronto mentalmente ad assistere alla drammatica mezz'ora extra; vorresti in cuor tuo anche mandarlo a quel paese, ma come si fa a prendersela con un ragazzino che potrebbe pure essere tuo figlio?
E alla fine ti ricordi che tu la partita l'avevi sognata, in questi giorni, in modo leggermente diverso... 3-0 e rigore di Ronaldo.

Alla legge di attrazione non ci hai mai creduto, ma a volte le cose che pensi accadono davvero: Berna ha ancora la forza di scattare a cinque dalla fine e mentre taglia l'area cade a terra.
Lo guardi e lo riguardi al replay, e il tocco di Correa proprio non ti sembra di vederlo, ma se gli arbitri in campo e al monitor confermano, evidentemente è giusto così. E poi non vorrai metterti a fare l'indignato proprio ora che sei ad un passo dal ricacciare in gola los huevos a qualcuno?
Cristiano è già lì, come un anno fa, pronto a calciare il pallone decisivo, anche se questa volta verso la porta giusta.
Se fosse un altro avresti paura di aprire gli occhi ed accorgerti della sfera in tribuna, ma con lui ti senti sicuro: e mentre prende la rincorsa già sai che sarà 3-0, proprio come l'avevi sognato, e questa, un'altra notte da ricordare...

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