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Sopravvive tutt'ora, a distanza di quasi venti giorni dalla conferenza stampa tenuta dal presidente della Juventus Andrea Agnelli e dall'ormai ex allenatore bianconero Massimiliano Allegri, l'atroce dubbio su chi sarà il condottiero della formazione campione d'Italia nella stagione 2019-2020.
Un lasso di tempo inatteso per coloro i quali, tra le fila dei supporters di Madama e degli addetti ai lavori, pensavano che una società organizzata come quella torinese potesse annunciare entro poche ore dal termine del campionato l'accordo raggiunto con il nuovo allenatore.

Cosa impedisce al management della Vecchia Signora di emettere la tanto sospirata fumata bianca? Possibile che la Juventus, che probabilmente già dalla notte della sciagurata eliminazione dalla Champions League aveva in mente un cambio radicale di guida tecnica e di filosofia di gioco, abbia deciso di dare il benservito all'allenatore degli ultimi cinque scudetti e delle due finali di Coppa Campioni senza avere già per le mani un sostituto?

Le certezze

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Come sempre è opportuno fare quando la matassa è particolarmente ingarbugliata, occorre partire dai pochi punti fermi rimasti.
La società piemontese, dopo le ultime batoste ricevute in Champions League si è convinta che in Europa si vince attaccando più che difendendo e, anche per motivi di marketing e immagine, spesso il bel gioco, anche senza risultati, paradossalmente può pagare di più di alcune vittorie tirate per i capelli.
Non a caso filosofie come il tiki taka, il calcio totale olandese e ultimamente anche il sarrismo, sono diventate sinonimo di calcio spettacolare ricordato negli anni, anche a fronte di successi limitati o non presenti.
La scelta del prossimo allenatore ricadrà inevitabilmente su un profilo del genere, con la corsa che sembra limitata, ad oggi, a soli due nomi: Pep Guardiola e Maurizio Sarri, con qualche residua possibilità di virare su Mauricio Pochettino.

Perché Guardiola

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Semplicemente perché, al momento, rappresenta quanto di meglio il panorama internazionale possa offrire; nella vision di Andrea Agnelli, che dovrebbe portare la Juventus entro un decennio a competere ad armi pari con le più grandi potenze europee, innesti come quello di Cristiano Ronaldo ed, eventualmente, quello dell'ex tecnico del Barcellona, sono pensati in quanto in grado di portare giovamento non solo sul piano dei risultati sportivi, ma anche e soprattutto su quello dell'immagine, sul quale nel calcio moderno si combatte una battaglia parallela non meno importante.
Vincente in tre campionati diversi, Guardiola sarebbe ansioso di misurarsi anche con la realtà italiana, anche se in Champions League, nonostante abbia sempre avuto tra le mani dei top club, non è mai riuscito a replicare i fasti blaugrana.

Perché Sarri

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La filosofia di gioco voluta da Maurizio Sarri ha probabilmente bisogno di un po' di tempo per essere assimilata in maniera corretta dai calciatori, ma una volta che ciò accade la qualità del gioco e della manovra, la pericolosità offensiva e di conseguenza i risultati, migliorano sensibilmente.
Soluzione sicuramente più economica rispetto a quella che porterebbe al catalano, ma anche in grado di restituire meno appeal a livello internazionale.
I trascorsi del tecnico toscano come allenatore incarnatore dello spirito partenopeo potrebbero non consentirgli vita facile in caso di difficoltà ed il suo attuale club, il Chelsea di Abramovich, inizialmente sembrato non voler opporre troppa resistenza ad un eventuale trasferimento del proprio tecnico in bianconero, pare ora meno intenzionato a liberarlo senza un qualche indennizzo economico.

Perché Mister X

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Pochettino? Mourinho? Qualche altro nome non preventivabile al momento? Tutte queste soluzioni ad oggi sembrano avere solo l'aria di un ripiego, in caso di fallimento delle due principali opzioni, ma a questo punto ciò significherebbe che la Juventus si stia muovendo un po' a tentoni, brancolando nel buio.

Possibile che la partenza di

Marotta

cominci a farsi sentire in maniera sensibile a livello di organizzazione societaria?

Seppur da non scartare del tutto questa terza via sembra ad oggi decisamente meno probabile rispetto alle altre, nonostante l'assenza totale di notizie e indiscrezioni trapelate dalla sede bianconero avallino qualsiasi ipotesi.

Conclusioni

Tra youtubers che si giocano la propria credibilità tra i followers e giornalisti della carta stampata/Tv si è assistito ad una specie di guerra mediatica, nella quale i primi, che difendevano a spada tratta l'affare Guardiola bollandolo come concluso, accusavano i secondi di cattiva informazione, mentre questi ultimi rispondevano bollando come "contaballe" gli informatori del web, opponendo anni di carriera e fonti affidabili.
Chi avrà ragione lo scopriremo tra pochi giorni, anche se, sia dall'una che dall'altra parte le certezze sembrano iniziare a crollare, a testimonianza della stranezza della situazione.
E per citare il vicepresidente bianconero, Pavel Nedved:

Chi vivrà vedrà...