Fabian Ruiz esulta dopo il goal del pareggio. Fonte Ansa

Cari amici di Scorum,
anche la seconda delle tre giornate dedicate al dodicesimo turno della Serie A va in archivio, facendo registrare sorprese e risultati più conformi alle aspettative: alcune formazioni, chiamate alla prova della consacrazione, hanno decisamente deluso le aspettative, mentre altre sono riuscite a confermare le proprie ambizioni e i propri traguardi.

Partendo dall'ultima sfida in ordine cronologico, il Napoli di Ancelotti, avviato verso una sconfitta che a poco più di mezz'ora dalla fine sembrava il risultato più probabile, è riuscito a ribaltare non solo la partita, ma anche le condizioni meteorologiche avverse, che avevano trasformato il prato del Ferraris in un acquitrino più adatto alle specialità del nuoto che ad una partita di pallone.
In buona parte del rettangolo di gioco infatti, la sfera faticava a rotolare nella maniera corretta, e anche la diminuzione dell'intensità della pioggia, scesa a tratti davvero copiosa, non ha migliorato la giocabilità.
In certe condizioni, solitamente, la squadra con il maggior tasso tecnico, costretta per di più ad attaccare per recuperare uno svantaggio, risulta fortemente penalizzata; il Napoli, che fa della palla a terra scambiata velocemente la sua arma migliore, è stato costretto ad inventarsi una nuova maniera di giocare, e se il pareggio risulta essere arrivato su un errore difensivo dei padroni di casa, il goal del vantaggio è scaturito da un calcio di punizione buttato in mezzo alla mischia dell'area, e deviato da Biraghi nella propria porta.
Accese le proteste che il terzino rossoblu, insieme a tutti i propri compagni, ha inscenato per una presunta spinta subita da Albiol, ma dalle immagini televisive, e da quanto confermato alla postazione VAR, l'azione è sembrata regolare.

L'azione del goal decisivo. Fonte corrieredellosport.it

Maggiori dubbi invece sul contatto, in pieno recupero tra Mario Rui e Mazzitelli, con il difensore portoghese che, saltando insieme al genoano, allarga il braccio mandando fuori equilibrio l'avversario: per Abisso il contatto non è sanzionabile, per me e per il pubblico di casa il rigore sembrava qualcosa di più di un'eventualità.
Ma se anche voi, come me, odiate le polemiche del lunedì, potete stare tranquilli: domani nessuno si soffermerà sull'accaduto, e il dubbio episodio non verrà automaticamente trasformato in scandalo da alcun quotidiano o trasmissione televisiva, così come nessuno avanzerà (giustamente) dubbi sul goal del vantaggio partenopeo.
La domanda sorge però spontanea: sarebbe successo lo stesso se al posto del Napoli ci fosse stata la Juve?
Non lo so, ma proviamo a metterla così: dato il convulso finale, se i campioni d'Italia dovessero perdere la sfida di San Siro, sarà lecito pensare che, invece che dal campo, il verdetto sarà maturato in albergo...

I giocatori del Napoli festeggiano la vittoria con gli oltre seimila tifosi azzurri presenti al Ferraris. Fonte calcionews365.it

Lasciando da parte simili assurdità e rimanendo al calcio giocato però, quello che preferisco, non si può non ammirare l'importanza della vittoria raggiunta dall'undici di Ancelotti: prevalere in una situazione simile, nella quale al Genoa sarebbe bastato fare densità nella sola parte di campo praticabile, dimostra che questa squadra è di un livello superiore, e che probabilmente, grazie anche al buon Carletto, il definitivo salto di qualità che dalle parti di Fuorigrotta aspettavano da tempo è diventato tangibile. Il Napoli non possiede, a differenza dell'anno scorso, una sola chiave tattica per affrontare le partite, e una sola strada per raggiungere la vittoria, e questo rappresenta un biglietto da visita importante nella corsa al titolo.
Ma se Ancelotti può sorridere, altrettanto non può fare il suo collega Jurić, fischiato sonoramente dal pubblico amico alla lettura delle formazioni e giunto probabilmente ad un nuovo capolinea: molti sono pronti a giurare che da domani Preziosi richiamerà Ballardini per affidargli nuovamente la guida della squadra, congelando il tecnico croato fino al prossimo Genoa-Juventus, unica squadra contro la quale sembra destinato a fare punti fin dal precedente esonero.

Giocatori del Parma in festa. Fonte Ansa.it

Andando a ritroso, il pomeriggio ci ha raccontato del rocambolesco pareggio tra Spal e Cagliari, nel quale entrambe le formazioni hanno probabilmente raccolto quanto si aspettavano alla vigilia, dimostrando ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che difficilmente la lotta per la salvezza le terrà da conto, e della sconfitta interna del Torino, capace di fallire per l'ennesima volta la prova della maturità che avrebbe permesso di spiccare il volo verso le posizioni nobili della classifica.
L'approccio dei granata è sembrato da subito poco convenzionale rispetto all'importanza del match, e il Parma, schierato da D'aversa in maniera prudente, ne ha approfittato per mettere fin dalle prime battute la partita in discesa.
Cosa frena i piemontesi, apparsi spesso sul punto di sbocciare definitivamente, salvo poi essere riportati in fretta sulla terra?

La stessa domanda può essere riproposta per la Fiorentina, riuscita a Frosinone nell'impresa di centrare il quarto 1-1 consecutivo dopo essere stata in vantaggio e aver sprecato malamente le occasioni per il raddoppio .
Il brillante avvio di stagione della squadra viola, nel quale qualcuno si era spinto addirittura ad avanzare qualche possibilità di lotta scudetto, sembra solo un lontano ricordo.
Che vantare l'età media più bassa di tutta la Serie A, potesse portare a degli scompensi sul piano dell'esperienza e della gestione dei risultati, era problema di facile pronosticabilità già alla vigilia del campionato, ma le ultime giornate della Fiorentina non sono sembrate all'altezza della qualità della rosa.
Come per il Torino, squadra con la quale spesso condivide gioie e dolori, anche per la Viola le colpe sono da ricercarsi nella guida tecnica deludente?
Siamo sicuri che (giusto per fare due nomi) Mihajlović e Paulo Sousa, non avrebbero saputo fare di meglio?

Pinamonti, autore del goal del pareggio frusinate. Fonte it.eurosport.com

Per ultime ho voluto lasciare le poche righe dedicate al Frosinone: imbattuta ormai da quattro partire, la formazione ciociara sta dimostrando come con il lavoro e l'impegno quotidiano anche le situazioni che sembrano disperate possono arricchirsi di nuova speranza.
Complimenti a Moreno Longo e ai suoi uomini, un augurio sincero che la lotta per non retrocedere possa vedere il Frosinone protagonista fino alle ultime partite.

Grazie per la lettura, e alla prossima!

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