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Può sembrare un paradosso, ma al netto di quel che succederà questa sera all’Allianz Stadium, pronto a stabilire l’ennesimo record di incasso della stagione, la gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League contro l’Ajax, rischia di essere per gli uomini di Max Allegri tremendamente più complicata di quella disputata il mese scorso con l’Atletico Madrid, nonostante si possa partire in questo caso da un pareggio esterno che garantisce, pronti-via, un leggero vantaggio sulle chances di qualificazione.

E non è un semplice discorso di forze in campo a lasciarmi sospettare che i lancieri opporranno una resistenza ben superiore a quella degli uomini del cholo, sulla strada che conduce alla sfida inglese delle semifinali, ma anche e soprattutto il modo di intendere il calcio delle due formazioni e dei due allenatori.

Tutti abbiamo ancora negli occhi la splendida prestazione dell’Ajax al Santiago Bernabeu, figlia di una concezione del pallone votata sempre all'attacco e alla ricerca della vittoria, e la tripletta di Cristiano Ronaldo, capace di giustiziare i colchoneros anche grazie ad una superba prestazione di squadra, ma ad un’attenta osservazione le due qualificazioni sono state agguantate in maniere completamente diversa.

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Gli olandesi, come i bianconeri, sono stati abili nel ribaltare al ritorno una pesante sconfitta della prima partita, ma mentre i secondi non sono praticamente scesi in campo al Wanda Metropolitano, venendo surclassati per tutti i novanta e rotti minuti in virtù di una tattica assurdamente rinunciataria, l’Ajax, pur uscendo sconfitto dalla Joan Cruijff Arena, ha messo ripetutamente in difficoltà i blancos, specialmente nel primo tempo quando l’undici di Solari per lunghi tratti non è stato capace di superare la metà campo.

E se gli uomini di Ten Hag hanno raggiunto una storica vittoria nella capitale spagnola attraverso la loro filosofia di gioco, cosa che inevitabilmente raddoppia la convinzione e l’autostima, per la Juventus, considerate anche le successive prestazioni in campionato e la stessa partita d’andata ad Amsterdam, lo straordinario 3-0 agli spagnoli che ha ribaltato le sorti della qualificazione, è apparso più come una prestazione figlia della disperazione e dell’immensa classe e voglia di vincere di Cristiano Ronaldo.

Non è un caso che in questi anni europei a conduzione Massimiliano Allegri, le migliori prestazioni della squadra siano coincise con la necessità di far fronte a situazioni disperate o comunque diventate complicate dopo la partita d’andata, come le qualificazioni sfiorate con Bayern Monaco e Real Madrid a seguito rispettivamente del pareggio interno 2-2 e della sconfitta 0-3, o la già citata rimonta ai danni dei materassai madrileni.

In altre parole la forza dell’Ajax, in mancanza di stelle di prima grandezza nella rosa (anche se De Ligt e De Jong promettono di diventarci presto), consiste in un precisa filosofia di gioco votata allo stordimento degli avversari attraverso lo scambio nello stretto e la velocità delle idee, quella della Juventus nella qualità dei propri campioni, soprattutto quando vengono lasciati liberi di sfogare il proprio bagaglio tecnico in situazioni dove non ci sono più molti calcoli da fare.

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E questo sembrano saperlo bene anche dalle parti di Amsterdam, con il terzino Mazraoui che pungola i rivali, scommettendo sul panico da risultato che potrebbe tagliare le gambe ai bianconeri.

Riuscirà la guida tecnica dei campioni d’Italia a comprendere che in alcune partite della Champions League, e specialmente in quelle ad eliminazione diretta, fare calcoli e giocare a non prenderle può risultare molto pericoloso, o anche questa sera vedremo l’assurdo atteggiamento passivo notato in altre circostanze in cui il pareggio poteva bastare, come la sfida scudetto a Torino persa con il Napoli lo scorso campionato dopo essere stati umiliati per novanta minuti?

Sulla carta i bianconeri rimangono favoriti, ma non così tanto come sarebbe logico attendersi con la semplice somma dei valori in campo. Ovviamente spero di sbagliarmi, e di assistere finalmente alla prestazione di una squadra che prenda la partita e gli avversari per le corna, facendo valere la legge del più forte, ma Allegri e la Juventus hanno nelle proprie corde questa missione? Tra poche ore l’ardua sentenza…

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