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La Juve esce dal Rigamonti con tre punti in più in classifica e con qualche piccola convinzione aggiuntiva rispetto alle prove piuttosto altalenanti messe in mostra contro Fiorentina e Verona.
La squadra brutta e spesso sottomessa, anche nei confronti delle provinciali del nostro campionato solitamente armate di coltello tra i denti, vista negli ultimi cinque anni di allegriana memoria, pur ancora non completamente scevra di inevitabili alti e bassi, sta lasciando gradualmente il posto ad una creatura desiderosa di scendere in campo per imporre la propria legge, fatta di possesso palla, cambi di gioco e repentini attacchi della profondità.

Le rivoluzioni culturali, come logica impone, non si possono compiere dall'oggi al domani, e pretendere che dopo appena due mesi di cura Sarri i cinque anni di gambe tremolanti fossero cancellati in un rapido colpo di spugna rappresentava una pura utopia; come ammesso dagli stessi protagonisti in campo, il dogma di dover correre in massa a difesa della propria porta non appena perso il pallone, o in situazioni di risicato vantaggio, era talmente radicato nelle menti del gruppo storico bianconero da opporsi come un macigno all'apprendimento dei nuovi concetti di difesa alta, pressing e giro palla difensivo.

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Non pare un caso poi che alcuni degli uomini ritenuti a fine corsa dalla precedente gestione tecnica, come Matuidi, Khedira, Alex Sandro, Douglas Costa e lo stesso Higuain, dei quali era stata chiesta la testa come conditio sine qua non per continuare la già quinquennale collaborazione, sembrino rinati nella nuova impostazione tattica voluta dall'ex mister di Napoli e Chelsea, diventando addirittura pedine fondamentali nell'ossatura della nuova squadra.

In questo scenario ha dimostrato di poterci stare alla grande anche l'uomo più discusso del calciomercato estivo bianconero, quel Paulo Dybala che è rimasto volutamente attaccato ai colori bianconeri convinto di potersi giocare le sue carte in una formazione che importa nella metà campo avversaria più che nella propria i principi del proprio essere; sono pronto a scommettere che in un sistema votato ad offendere più che mostrare i numeri di maglia al proprio portiere, le qualità della Joya nella trequarti campo avversaria verranno sempre più prese in considerazione da Sarri.

Intendiamoci, la Juve probabilmente non giocherà mai come il Napoli dell'allenatore toscano né come il Chelsea della passata stagione; ogni squadra è composta da uomini e ogni uomo ha le proprie caratteristiche, ma se ad ogni fischio d'inizio il primo pensiero nella mente degli undici in campo sarà verso il prossimo goal da realizzare piuttosto che verso quello da evitare, la metamorfosi potrà dirsi compiuta e, anche in caso di insuccesso a fine stagione nella coscienza dei tifosi sarà possibile scorgere la convinzione di essersela giocata fino in fondo in ogni partita e non solo nella gare da spalle al muro.

P.S. Nonostante i successi ottenuti in questi anni Massimiliano Allegri è rimasto senza panchina... Sarà un caso?


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Brescia - Juventus 1-2

Pagelle

Szczęsny 4,5 - Il goal regalato a Donnarumma poteva costare caro, errore da dilettante.


Danilo s.v.
- Si infortuna dopo poco, non sembrava in una delle sue migliori serate.
20' p.t. Cuadrado 6,5 - Copre e attacca da vero terzino sudamericano, uno dei migliori.

Bonucci 7 - Partita da leader della difesa, con tanto di lanci illuminanti.

De Ligt 6,5 - Sembra in crescita gara dopo gara, nonostante qualche sbavatura.

Alex Sandro 6 - Parte male, viene fuori alla distanza quando il Brescia cala fisicamente.


Khedira 6 - Prestazione ordinaria, senza acuti.

Pjanic 7 - Si prende la responsabilità di quasi tutti i palloni giocabili e trova pure il goal.

Rabiot 6,5 - Spaesato nel primo tempo, molto meglio nella ripresa.

Ramsey 6,5 - Corre come un matto, agonismo e classe sono dalla sua.
25' s.t. Bernardeschi 5 - Venti minuti quasi indisponenti, sembra un giocatore smarrito.


Dybala 6 - Non trova il goal ma mostra lampi della sua classe assoluta.
36' s.t. Matuidi s.v. - Entra per rinforzare la mediana e in dieci minuti fa il suo.

Higuain 5 - Si divora almeno un paio di ghiotte occasioni, in generale poco incisivo.