Insigne calcia il palo di una porta del San Paolo. Fonte sport.sky.it

Senza voler scomodare la ben più famosa espressione, pronunciata quasi quarant'anni fa dalla inconfondibile voce del mitico Sandro Ciotti in una partita giocata al Cibali di Catania, è il caso anche oggi di pronunciare: clamoroso al San Paolo!

Il Napoli pareggia tra le mura amiche nella maniera più inaspettata possibile, contro l'ultima della classe, non riuscendo ad andare a segno contro una difesa che, fin qui, aveva subito la bellezza di 30 reti (una media di 2,5 a partita), facendo così saltare la bolletta di molti scommettitori, con la sfida dell'impianto cittadino considerata alla vigilia la più scontata dell'intero turno di Serie A.
Poche difese in Europa possono pensare di resistere ai momenti di fuoco dell'attacco partenopeo, squadra che generalmente riesce a trovare la via della porta nel momento in cui aumenta i giri del motore, ma questa è la bellezza del calcio, nel quale, come scritto in fase di presentazione, a volte un piccolissimo granello di polvere inserito in un ingranaggio perfetto, basta per riscrivere la storia di una partita scontata.
Ancelotti, da allenatore navigato, fiutando probabilmente l'aria alla vigilia e conoscendo bene il collega Mimmo Di Carlo (da questa Domenica sulla panchina veronese), aveva optato per un mini turn-over, affidandosi in attacco al collaudato tridente Mertens-Insigne-Callejón, per scardinare il prevedibile bunker gialloblu.
Il Chievo si è disimpegnato alla grande, sorprendendo per attenzione e atteggiamento: la scossa adrenalinica che solitamente un cambio in panchina regala alle formazioni in crisi, si è unito ad un atteggiamento guardingo ma non rinunciatario, tanto che, contrariamente ad ogni aspettativa, anche il Chievo può contare su un paio di palle goal nelle statistiche finali.

Koulibaly si dispera dopo aver fallito una facile occasione. Fonte repubblica.it

Al Napoli non sono mancate le possibilità di sbloccare la gara, alcune clamorose, con Insigne e Koulibaly capaci di fallire il bersaglio, soli davanti al portiere, altre inventate dal nulla, come il palo centrato dal capitano azzurro nel classico tiro a giro dal vertice sinistro... Evidentemente non era giornata.
Solo un pomeriggio storto o prima spia di qualcosa che non funziona?
Le gare disputate alla ripresa dalle sfide delle nazionali risultano spesso imprevedibili (ne sa qualcosa la Roma, ma anche la Juventus, che ha perso gli unici punti in campionato proprio nella sfida dopo la precedente sosta), e il volume di gioco espresso dai partenopei lascia comunque tranquillo il buon Carletto.
Con la Juventus che non perde un colpo, la classifica per gli azzurri, e la rincorsa al primo posto, sembrerebbero diventate decisamente difficili, ma spesso da Marzo in poi si entra in un altro campionato, e le possibilità di coronare il sogno, che in città manca da quasi trent'anni non sembrano poi così compromesse.

Una fase di Bologna-Fiorentina. Fonte ilrestodelcarlino.it

In bianco vanno anche Bologna e Fiorentina, pareggio che sostanzialmente inguaia entrambe le formazioni, lontane dagli obiettivi di classifica prefissati alla vigilia.
La chiamata alle armi di Inzaghi nei confronti del pubblico di casa, ha suscitato la grande reazione della città, presentatasi in massa a sostenere la squadra; tuttavia se in cambio la generosità dei paganti riceve una squadra incapace di sviluppare trame di gioco credibili, il rischio di deprimere ancor di più l'ambiente diventa sempre più concreto.
Con l'Empoli in decisa ripresa, tocca ora proprio ai felsinei occupare la terzultima posizione della classifica, e forse sarà proprio l'esempio dei toscani ad accelerare il processo di esonero di super Pippo, incapace di regalare una fisionomia alla squadra e sempre più avvitato sui suoi schemi.
Se i viola non devono combattere con una classifica drammatica, il quinto pareggio consecutivo, e l'aver fallito nuovamente l'appuntamento con la vittoria, distante ben sette partite, spinge la squadra di Pioli all'anonimato di un decimo posto in classifica, che la lascerebbe in questo momento fuori da ogni discorso di qualificazione alle coppe europee.
Rispetto al brillante inizio di campionato, l'undici toscano è parso decisamente involuto e a corto di idee, nonostante nel secondo tempo la squadra si stata capace di aumentare decisamente la qualità della produzione offensiva, sfiorando la vittoria.
La partita con la Juventus della prossima settimana sembra capitare ad hoc per chiarire meglio quale campionato ci si dovrà aspettare dalla formazione con l'età media più bassa del campionato: con una vittoria la Fiorentina rilancerebbe decisamente le proprie ambizioni ed il proprio entusiasmo, ma perdere la sfida più sentita dell'anno rischierebbe di mettere decisamente nei guai la squadra al cospetto dei propri tifosi.

Ciccio Caputo. Fonte superscudetto.sky.it

Il pomeriggio della scuola degli allenatori che si affidano alla vecchia filosofia italiana, basata sull'esaltazione dei concetti di difesa e contropiede, viene completato dai successi del Parma di D'Aversa, capace di occupare una sorprendente sesta posizione in classifica, e del rinato Empoli di Iachini, autore della vera impresa di giornata, con la rimonta di due reti e successiva vittoria contro una delle formazioni maggiormente in forma di tutto il torneo, l'Atalanta di Gasperini, tornata a vedere le streghe dopo un periodo costellato da quattro vittorie in altrettanti incontri.
La follia di Ilicic, espulso dopo aver palesemente mandato a quel paese l'arbitro, è probabilmente costata la partita ai bergamaschi, sembrati in controllo fino a pochi minuti prima dell'autorete di Masiello; una vittoria avrebbe addirittura proiettato i nerazzurri a stretto ridosso delle posizioni Champions, ma forse un bagno di umiltà risulta necessario, soprattutto in vista della delicatissima sfida al Napoli del prossimo turno.

Immagine di proprietà Scorum-Italia