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Paulo Dybala non ha mai mostrato troppa convinzione, nonostante il buon feedback ricevuto da Cristiano Ronaldo, sull'opportunità di vestire tra pochi giorni la maglia del Manchester United, come dimostra l'importante ingaggio richiesto dagli agenti del giocatore al club inglese per accettare il sacrificio del trasferimento; la Joya considererebbe, a torto o a ragione, un passo indietro della propria carriera lo slittamento in una formazione gloriosa, come lo United, ma al momento fuori dal circo europeo che conta della Champions League, e la sensazione che lo scambio con Lukaku sia diventato quanto meno complicato da realizzare si sta trasformando con il passare delle ore e con l'avvicinarsi inesorabile della chiusura del mercato inglese, in un'assoluta certezza.

Ciò che in qualche modo però sarà difficile da far passare, come si è potuto apprendere ieri dalle espressioni malinconiche dipinte sul volto del nazionale argentino durante le visite mediche e il primo allenamento con la squadra, rimane la delusione provata da Dybala nell'essere stato scaraventato, in fretta e furia, sostanzialmente ai margini del progetto tecnico, nonostante per ben quattro anni il ragazzo sia stato considerato unanimemente uno dei punti di riferimento più importanti della rosa.

Tuttavia, in maniera forse ancora più clamorosa dello scambio che avrebbe portato il numero dieci bianconero in Inghilterra nell'affare Lukaku, è arrivata la notizia che vede, nonostante il tramonto pressoché definitivo dell'ipotesi United, Dybala rimanere ancora sul mercato: Possibile allora che la cessione della Joya in cambio dell'imponente centravanti belga non fosse stata individuata principalmente allo scopo di ottenere una pedina più funzionale agli schemi di Maurizio Sarri, ma soprattutto, un po' come nell'affare Cancelo-Danilo, per mere motivazioni economiche legate al bilancio.

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E non può essere considerato un caso se, fin dalle prime avvisaglie di intesa saltata tra il calciatore e la dirigenza dello United, la stampa sportiva europea abbia cominciato a rilanciare l'indiscrezione secondo la quale Dybala sia da tempo finito sotto le attenzioni di Leonardo, da qualche mese tornato a rivestire un ruolo dirigenziale al Paris Saint Germain dopo la poco appagante esperienza al Milan; seppur ancora in fase embrionale, i primi contatti tra la dirigenza parigina e Paratici sono già stati presi, resta da capire il grado di intransigenza torinese alla richiesta di abbassare la valutazione di 100 milioni.

L' indiscrezione secondo la quale Dybala sarebbe potuto finire a vestire la maglia dei campioni di Francia, è del resto datata già di qualche settimana, seppur nell'ottica di un possibile affare Neymar, in questo momento categoricamente da escludere, vista l'astronomica valutazione del suo cartellino (quasi trecento milioni) e dello stipendio da oltre trenta milioni netti che il calciatore percepisce oltralpe, insostenibili per le casse di Madama.

Tuttavia proprio dall'eventuale cessione di O'Ney all'unica quadra che ad oggi sembra rimasta in corsa (Barcellona), potrebbe partire il domino di punte necessario affinché Dybala prenda la direzione della Ligue 1; il Paris Saint Germain dal portafogli estremamente gonfio, potrebbe infatti decidere in un sol colpo di sistemare con l'UEFA gli aspetti legati al fair play finanziario e di potersi permettere le giocate della Joya, da offrire come sorta di consolazione alla tifoseria privata di Neymar.

La Juve a sua volta, che nel frattempo sta cercando acquirenti per Mandzukic e Matuidi, nell'attesa che anche Higuain si decida finalmente ad accettare la destinazione Roma, sfrutterebbe le risorse della cessione di Dybala per fiondarsi su quello che probabilmente sarebbe la vera ciliegina sulla torta del mercato bianconero, ovvero Mauro Icardi, che nonostante la presa di posizione social delle ultime ore, sta vivendo una difficilissima situazione da separato in casa all'Inter, che potrebbe anche costargli due anni di dorata inattività.