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In attesa di capire se anche il Napoli di Carlo Ancelotti potrà, rispettando i pronostici della vigilia, dire la sua nella corsa scudetto 19/20, all'orizzonte dell'italico torneo sembra già profilarsi un duello degno della Cavalleria Rusticana del Verga, tra la nuova Juventus targata Sarri e gli acerrimi rivali dell'Inter dell'ex condottiero Antonio Conte, capace di galvanizzare l'ambiente nerazzurro in queste prime giornate sulla falsariga di quanto già fatto nelle precedenti esperienze al Chelsea e alla guida degli stessi bianconeri.

Per dirimere la questione su quale delle due squadre al momento possa considerarsi la favorita numero uno al titolo, sembra capitare a fagiolo lo scontro diretto che andrà in scena Domenica sera in quel di San Siro, che si preannuncia catino infuocato oltre che brulicante di ritrovata passione per i propri colori.

La capacità del tecnico salentino di donare nuova vita ad ambienti depressi da anni di scarsi successi è qualcosa di tangibile a tutti i livelli e il ripetersi dell'evento in tutte le piazze toccate dall'ex capitano ed allenatore della Juventus regala la conferma di come probabilmente al momento Conte risieda nel ristretto novero di allenatori in grado di trasformare in oro tutto ciò che tocca.

Dell'Inter di questo avvio di campionato impressiona, un po' come successo nei cicli bianconeri e blues dell'ex C.T. della Nazionale, la capacità di fare gruppo (in un ambiente storicamente avvezzo ai clan e alle divisioni), di aggredire con rabbia la partita per indirizzarla subito nei canali giusti, salvo poi adattarsi al contenimento degli avversari con un centrocampo a cinque in grado di far scalare all'occorrenza gli esterni di una linea blindando la difesa.

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Dall'altra parte la Juventus sembra in parte ancora una sorta di cantiere aperto, a causa dei numerosi infortuni che hanno privato Sarri di alcuni elementi chiave del proprio gioco (si pensi a Chiellini e Douglas Costa) e della scarsa propensione di un gruppo, anestetizzato da cinque anni di cura Allegri, ad assimilare i nuovi concetti, nonostante le prime avvisaglie di un cambio di mentalità volto ad imporre il proprio gioco più che a subirlo stiano lentamente emergendo.

La sensazione ad oggi è che a differenza dei nerazzurri, partiti a mille e destinati probabilmente a calare un po' quando la stagione entrerà nel vivo, Madama abbia ancora diversi margini di crescita, sia a livello fisico che tattico.

Luci a San Siro allora e che inizi lo spettacolo, con la speranza che le pretestuose polemiche su arbitraggi, cartellini, fuorigioco e rimesse laterali vengano lasciate definitivamente da parte in favore di una sana competizione sportiva.

Juventus - Spal 2-0

Pagelle


Buffon 6 - Semi-inoperoso, ma sempre pronto quando i compagni lo chiamano in causa.


Cuadrado 6,5 - Meno brillante rispetto a Brescia, ma copre e attacca degnamente.

Bonucci 6 - Qualche piccola sbavatura in copertura e poco incisivo in impostazione.

De Ligt 7 - Conferma la crescita di condizione, giganteggia contro ogni avversario.

Matuidi 6 - Adattato esterno basso a sinistra fa il suo senza infamia e senza lode.


Pjanic 7,5 - Sempre più decisivo in impostazione, micidiale da fuori. Prova maiuscola.

Khedira 6 - Come a Brescia tanto lavoro sporco e poco vistoso, comunque una certezza.
(16' s.t Emre Can 6 - Risorsa importante, occorre recuperarlo mentalmente in fretta.)

Rabiot 5,5 - Ancora leggermente spaesato, paga probabilmente a lunga inattività.
(32' s.t. Bentancur s.v.)

Ramsey 7 - Veloce, aggressivo, tecnico, rapido nel pensare. Il mediano che mancava.
(20' s.t. Bernardeschi 5,5 - Uno dei più involuti dalla "cura" Allegri.)


Dybala 6,5 - Genio e sregolatezza, deve ritrovare un po' di freddezza sotto porta.

Ronaldo 7 - A tratti pare quasi svogliato, cosa potrebbe fare concentrato per 90 minuti?