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La Juventus passa anche sul difficile campo cagliaritano della Sardegna Arena, superando per 2-0 i padroni di casa e sfoderando, seppur in formazione fortemente rimaneggiata, una prestazione decisamente superiore alle ultime fatte registrare contro Genoa ed Empoli.

Più che per il risultato però, di per sé comunque molto importante, perché avvicina i bianconeri all'ottavo scudetto di fila consecutivo distante ora solamente nove punti (considerando il Napoli sempre vincente da qui alla fine), la sfida di ieri sera in terra sarda è destinata a far parlare di sé per un nuovo episodio di razzismo proveniente dalle tribune degli stadi di Serie A.

Sull'orologio dell'arbitro corre il minuto ottantacinque infatti, quando Moise Kean, astro nascente del calcio italiano e giocatore del momento anche in casa bianconera, deposita alle spalle di un ottimo Cragno la rete del raddoppio juventino; invece di correre a festeggiare la rete con i compagni o di inscenare il suo solito balletto però, il ragazzo di Vercelli rimane polemicamente a braccia aperte di fronte alla curva dei tifosi rossoblu per diversi secondi, quasi in atteggiamento di sfida.

Un gesto ritenuto in un primo momento dagli spettatori di fronte alla TV (compreso il sottoscritto) e dagli addetti ai lavori piuttosto incomprensibile, tanto da lasciarsi scappare automaticamente una domanda: che il tanto celebrato Moise, paragonato per somiglianza fisica, atletica e di carriera al discusso Mario Balotelli, cominci così presto a non sopportare il peso di una celebrità piovutagli addosso all'improvviso e si stia trasformando in un clone dell'amico in forza al Marsiglia?

Mario Balotelli. Fonte immagine YouTube.com

Tra gli insulti piovuti in testa al ragazzo a seguito del gesto provocatorio, si sono potuti udire distintamente, anche dalla televisione, gli ululati razzisti di una parte del pubblico.
Blaise Matuidi, calciatore giustamente in prima linea da sempre contro ogni forma di razzismo sul campo e fuori, non ci sta e protesta platealmente di fronte all'arbitro Giacomelli che, perfetto nelle decisioni tecniche, un po' meno in quelle politiche, come si evince chiaramente dal labiale del dialogo con lo juventino, non si era accorto di nulla.

Nel dopo partita , se possibile, il clima è diventato ancora più incandescente: il presidente cagliaritano Giulini accusa Matuidi di aver messo in piedi una sceneggiata senza motivo, difendendo a spada tratta il suo pubblico, ma ciò che ha lasciato forse tutti sgomenti è la presa di posizione di Leonardo Bonucci, tra i primi ad intervenire per portar via Kean da sotto la curva dopo il goal, che ha apertamente parlato di colpe divise a metà tra il giovane compagno di squadra e gli ultras.

Gli insulti razzisti nei confronti di Kean e di altri elementi della Juventus, sono stati scatenati dalla provocazione del ragazzo, o è lo stesso numero 18 bianconero ad essere stato preso di mira, insieme ai compagni di colore in campo (Matuidi ed Alex Sandro) per tutta la partita? Davvero se sotto la curva fosse andato Bernardeschi, come sostiene Giulini, il trattamento riservato sarebbe stato identico?
I video apparsi in rete nel giorno successivo all'evento non lascerebbero dubbi sul fatto che, anche prima della rete del raddoppio, ululati, versi e sfottò di stampo razzista siano piovuti dalle tribune della Sardegna Arena, ora a rischio squalifica.

Ma anche volendo prendere per buona la teoria del difensore viterbese sulla reazione del pubblico alla provocazione del compagno di squadra, e cercando di immaginare che gli ululati siano partiti da quel preciso istante, quale gesto potrebbe mai legittimare, anche solo parzialmente, degli insulti di stampo razzista rivolti ad una qualsiasi persona o giocatore?

Le reazioni alle esternazioni di Bonucci sono state numerose ed alcune di grande sdegno, come quelle dei colleghi calciatori Sterling, Depay e del già citato Mario Balotelli, che ha candidamente preso le difese dell'amico dichiarando tutto il suo sgomento per le parole del difensore della nazionale, definito fortunato a non trovarsi, in quel momento, nello stesso posto con lui.

Criticato apertamente sui social network anche dagli stessi sostenitori della Vecchia Signora, Bonucci ha parzialmente fatto marcia indietro questa mattina, dichiarandosi in ogni caso contro il razzismo in tutte le sue forme, ma le parole, assolutamente fuori luogo, rimangono.
Purtroppo per loro, i tifosi della Juventus sono abituati agli svarioni in campo dell'ex capitano del Milan, ma da ieri sembra proprio che occorrerà aggiungerne uno extra calcistico molto più grave.

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