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C'era una grande attesa, alla vigilia del derby, attorno al Toro di Mazzarri, mai come quest'anno vicino a centrare una storica qualificazione in Champions League e, come nelle migliori tradizioni, già in settimana tifosi vip e meno vip della seconda squadra di Torino (checché ne dicano i sostenitori granata, da qualunque lato la si guardi, sono sempre in forte minoranza), avevano cominciato a sventolare vessilli e bandiere in anticipo, per un'impresa che sembrava cosa fatta e sempre più reale man mano che si avvicinava il fischio di inizio.

Eppure, nonostante lo stimolo derivato dalla testa del nemico da portare su un vassoio d'argento alla commemorazione annuale, un avversario senza stimoli e talmente decimato da essere costretto a portare in panchina le terze linee, gli uomini del presidente Cairo falliscono l'appuntamento con la prima storica vittoria all'Allianz Stadium, vedendo svanire il sogno a pochi minuti dalla fine.

La "colpa" è da attribuirsi alla meravigliosa ennesima incornata vincente di Cristiano Ronaldo, uno che in molti dalla parte sbagliata del Po avevano idolatrato nei panni di giustiziere della Juventus (salvo poi scoprirne i micidiali effetti per ben due volte in due partite quest'anno), ma contro il quale non avevano esitato a puntare il dito con sicurezza sansonesca per la faccenda del presunto stupro (a proposito, perché non se ne parla più?), affrettandosi a dipingerlo come il peggior essere umano sulla faccia della terra.

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Tra un "non firmo per il pareggio" e un "questa volta è diverso" la partita è tutto sommato scivolata via nella solita canonica sceneggiatura di tutti i precedenti derby giocati nella casa bianconera, con il Torino capace di trovare, come nei casi di Bruno Peres, Bovo e Ljajić degli anni precedenti, un goal a metà tra il fortunoso e il colpo della Domenica, ma non abbastanza cuore toro da acchiappare la vittoria finale, e una telecronaca i cui decibel si alzavano in maniera curiosa ogni qual volta un giocatore ospite si avvicinava alla porta di Szczęsny.

Con il Milan impegnato in un incontro casalingo, sulla carta alla sua portata con il Bologna, Lazio e Atalanta di fronte in un vero e proprio spareggio e la Roma che dovrà far visita al non irresistibile campo del Genoa, per i granata si prospetta una vera e propria beffa: vedersi scavalcati da tutti i rivali e scoprire, all'ultima giornata di campionato, di aver concluso il torneo non solo fuori dalla zona Champions League (suvvia, siamo seri...), ma anche dai posti valevoli per l'Europa minore.

Non posso che essere "vicino" ai cuginastri, augurando loro il miglior finale di stagione possibile, ma se proprio le cose malauguratamente dovessero mettersi male, si può sempre provare a consolarsi con la storiella "si, ma a Torino ci sono più tifosi del Toro...".
E' un palliativo che vedo usare da quarant'anni, e il bello è che, per molti, funziona davvero.

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