Ero un ragazzino, avevo 15 anni. Il mio buon padre mi ha lasciato in eredità la passione sportiva per due colori: il bianco e il nero. Da quel giorno non ho mai riprovato le stesse emozioni da sportivo, ache se di vittorie la mia Juventus ne ha conquistate davvero tante, ma mai più in Europa, con una media di una finale di Champions giocata circa ogni 5 anni ,sta passando alla storia come la squadra con più finali perse di tutte quante, un record non certo invidiabile.

Ma torniamo a quella fantastica serata, al 13' della partita, uno dei miei idoli, Fabrizio Ravanelli, riesce a sfruttare un errore della difesa olandese e a colpire la palla con il polpaccio, riuscendo a segnare un gol da posizione impossibile e portare in vantaggio la Juve:

Dal momento in cui l'ha colpita fino a quando è arrivata in rete ci ha messo un'eternità, arriva anche un difensore a calciare via la palla ma é troppo tardi, ha già varcato la linea ed é gol! Meno male che l'arbitro l'ha vista entrare, non c'era mica la gol line technology allora. Purtroppo Jar Litmanen riesce a pareggiare dopo una respinta abbastanza ingenua di Peruzzi su una punizione, quante maledizioni sono volate con i miei amici e mio padre!

La partita si é rivelata infinita, si arriva ai calci di rigore, tutti impeccabili quelli della Juve, nonostante Edwin Van Der Saar riesca ad azzeccare tutte le volte il lato giusto, niente da fare per lui. Le scene che più mi sono rimaste sono la faccia di Vialli che non vuole guardare l'ultimo rigore che Jugovic, con un sorrisino beffardo appena prima di calciare fa capire a mio padre che l'avrebbe messa dentro, e così é stato:

Vialli scoppia a piangere, Di Livio é in mutande ed il resto é storia. Ora non vedo l'ora che la mia squadra torni ad alzare quella maledetta coppa per riuscire a rivivere emozioni simili, anche se purtroppo non saranno mai uguali perché purtroppo mio padre ora non c'é più.