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Giro d'Italia - Carapaz trionfa davanti a Nibali, il pagellone finale
Fonte immagine ilsussidiario.net Richard Carapaz vince con pieno merito la centoduesima edizione del Giro d'Italia, con poco più di un minuto di vantaggio sul secondo classificato Vincenzo Nibali, e due minuti e mezzo su Primoz Roglič (uno dei grandi favoriti della vigilia), mettendo a segno il primo successo in carriera in una corsa a tappe. Quarto classificato l'anno scorso nella rassegna italiana, l'ecuadoriano della Movistar veniva inserito alla vigilia nel nutrito gruppo degli outsider, anche in virtù di risultati mai troppo brillanti nelle altre corse di tre settimane, ma con coraggio e oculatezza tattica, propri e della sua formazione (che potendo puntare anche su un'altra freccia come Landa non ha sbagliato praticamente nulla), Carapaz ha preso poco a poco coscienza dei suoi mezzi, imponendosi di fronte ad avversari intenti a marcarsi l'un l'altro senza riservargli il credito che meritava. E così un Paese intero, l'Ecuador, ha potuto festeggiare le lacrime di commozione del vincitore nella splendida cornice finale dell'Arena di Verona, nella quale tutti gli atleti sono transitati ad uno ad uno al termine dell'ultima cronometro, per ricevere la giusta dose di riconoscimento da parte del sempre entusiasta pubblico del ciclismo. Ma se tutti sono stati applauditi più o meno con la medesima intensità, è innegabile che la sufficienza di un ipotetico pagellone finale di questo Giro d'Italia, sia trattamento non riservabile all'intero gruppo; ecco pertanto il mio personalissimo giudizio riservato ai big dopo le tre settimane di corsa. Promossi Carapaz - voto 10 Fonte immagine sportfair.it Non aveva certo troppe ambizioni di vittoria alla vigilia, chiuso dal pronostico della presenza ingombrante di Dumoulin, Roglič, Nibali e Yates, oltre che dalla figura in squadra di Mikel Landa, formalmente capitano della Movistar, ma la mente sgombra da aspettative e responsabilità lo sicuramente aiutato negli attacchi portati a segno nelle prime due settimane. Una volta in maglia rosa, presa anche ulteriore coscienza della propria forza, è diventato cliente scomodissimo per tutti; impossibile da staccare in salita e scortato da una squadra perfetta, il trionfatore del Giro numero 102 è arrivato a Verona praticamente in carrozza, e sarà interessante valutarne il resto della carriera ora che non potrà più nascondersi. Nibali - voto 7,5 Fonte immagine repubblica.it L'età non è più quella di un ragazzino, e le gambe sembrano risentirne, ma l'esperienza e la grande capacità di autogestirsi durante le tre settimane fanno dello squalo di Messina un osso sempre duro da superare. L'unico a provare a movimentare la corsa sulle grandi salite per cercare un guizzo che metta in difficoltà la maglia rosa, ha però la colpa di puntare il cavallo sbagliato fin dall'inizio, preoccupandosi eccessivamente di fare corsa sulle ruote di Roglič e lasciando eccessiva libertà a Carapaz. Forse non avrebbe ugualmente vinto il Giro, ma, anche se spero di sbagliarmi, questa edizione aveva tutta l'aria di essere una sorta di ultima possibilità per NIbali di trionfare in una grande corsa a tappe; da dietro pedalano inesorabili giovani atleti, che diventano ogni anno più competitivi. Vedremo. Landa - voto 7 Fonte immagine repubblica.it Uno degli scalatori più forti di questa edizione del Giro d'Italia, paga probabilmente qualcosa in termini di classifica a causa dell'exploit del compagno di squadra Carapaz, ma quando il naso tende all'insù, il basco della Movistar è sempre tra i migliori, pronto ad infiammare ogni gran premio della montagna finisca sotto le sue ruote. Patisce più del lecito la scarsa propensione per le prove a cronometro, vero punto debole del ventinovenne spagnolo, che ancora una volta non gli permette di trovare posto sul podio, come avrebbe indubbiamente meritato. Forse, a ventinove anni, converrebbe impostare un piano di allenamenti specifico per il miglioramento di questo fondamentale, necessario per trionfare nei grandi giri, anche a costo di perdere un po' di brillantezza in salita. Mollema - voto 6 Fonte immagine cyclingnews.com Chiude quinto, ad una distanza tutto sommato accettabile dal vincitore, inferiore a i sei minuti, ma in realtà, dopo tre settimane, si ha l'impressione di non averlo mai visto. Quasi mai all'attacco nelle tre settimane, praticamente sconosciuto nel gruppo dei primissimi, si ritaglia il merito comunque di difendersi discretamente sia in salita che a cronometro e di migliorare la propria classifica finale ad ogni partecipazione al Giro; se tanto mi da tanto potremo vederlo sul podio l'anno prossimo? A trentadue anni (l'anno prossimo trentatré) un'eventualità simile sembra essere di difficile realizzazione. Difficile, ma non impossibile. Rimandati Dumoulin - s.v. Fonte immagine twitter.com Era probabilmente, insieme a Roglič, il grande favorito della corsa alla vigilia, grazie alle sue straordinarie doti da crono-man e alla sua capacità di reggere brillantemente in salita, ma la sfortuna lo tolto dalla competizione in seguito ad una caduta dopo soli quattro giorni. Come sarebbe stato il Giro con il gigante olandese in mezzo al gruppo, nessuno è in grado di dirlo, ma risulta probabile che con l'alfiere della Sunweb sulle strade nostrane, anche Vincenzo Nibali avrebbe tratto giovamento dal non fare corsa su di un solo avversario, e con una squadra in più a tirare in salita, il finale di questa edizione sarebbe potuto essere diverso. Della serie, campionato non allenante... Lopez - voto 6- Fonte immagine inbici.net Il settimo posto, soprattutto alla luce del podio conquistato l'anno scorso, non è da considerarsi un risultato soddisfacente per il colombiano, al quale va però riconosciuto l'oscar della sfortuna di questa edizione della corsa rosa: forature, cadute, e persino qualche tifoso imbecille capace di buttarlo giù dalla bicicletta nel bel mezzo di una salita, sono state il pane con il quale il capitano dell'Astana ha dovuto banchettare praticamente ogni giorno, e senza il quale avrebbe potuto indubbiamente ritrovarsi più in alto. Rimane comunque la sensazione di una brillantezza leggermente svanita rispetto al 2018, anche se l'ennesima maglia bianca conquistata lascia comunque presagire per lui un grande futuro. Bocciati Yates - voto 5 Fonte immagine corriere.it Meriterebbe forse mezzo punto in meno nel giudizio complessivo, ma al britannico, splendido protagonista e maglia rosa delle prime due settimane del Giro dell'anno scorso, va comunque riconosciuto il merito di non aver mai mollato fino alla fine, rispettando la corsa e provando lo stesso a farsi vedere nonostante la forma evidentemente deficitaria. Brillante solo durante la cronometro di San Luca, il vincitore della Vuelta 2018 era arrivato sulle strade del Belpaese con intenti bellicosi, salvo poi sparire regolarmente di fronte alle difficoltà; difficile capire se sia colpa della testa, incapace di reggere la pressione, o di una preparazione errata, ma quel che è certo è che la delusione rispetto alla sua prova risulta evidente. Roglič - voto 4,5 Fonte immagine cyclingpro.net Può risultare stonato un giudizio tanto negativo nei confronti di un corridore capace comunque di salire sul podio, ma affidare le proprie chances di vittoria solo alle tappe contro il tempo si è rivelata una tattica a dir poco suicida. Presentatosi con una condizione ottimale all'inizio, andata via via scemando, lo sloveno è risultato completamente apatico in tutte le tappe in linea della corsa: mai intento a far lavorare la squadra per difendere la maglia rosa dalle fughe, mai all'attacco in montagna, mai pronto a rintuzzare gli scatti degli avversari, ha dimostrato gravi carenze sotto tutti i punti di vista, fisico e mentale. Per trionfare in un grande Giro servirà crescere sotto tutti i punti di vista. E pensare che uno come NIbali, con le sue gambe vincerebbe a mani basse... Conclusioni Per il Giro occorrerà aspettare un anno, ma il grande ciclismo ci terrà compagnia per tutta l'estate con Tour de France e Vuelta Espana, oltre che con l'appuntamento iridato che si terrà a fine Settembre in Inghilterra. Restate sintonizzati. Viva il ciclismo e alla prossima...
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Giro d'Italia - Carapaz trionfa davanti a Nibali, il pagellone finale
Fonte immagine ilsussidiario.net Richard Carapaz vince con pieno merito la centoduesima edizione del Giro d'Italia, con poco più di un minuto di vantaggio sul secondo classificato Vincenzo Nibali, e due minuti e mezzo su Primoz Roglič (uno dei grandi favoriti della vigilia), mettendo a segno il primo successo in carriera in una corsa a tappe. Quarto classificato l'anno scorso nella rassegna italiana, l'ecuadoriano della Movistar veniva inserito alla vigilia nel nutrito gruppo degli outsider, anche in virtù di risultati mai troppo brillanti nelle altre corse di tre settimane, ma con coraggio e oculatezza tattica, propri e della sua formazione (che potendo puntare anche su un'altra freccia come Landa non ha sbagliato praticamente nulla), Carapaz ha preso poco a poco coscienza dei suoi mezzi, imponendosi di fronte ad avversari intenti a marcarsi l'un l'altro senza riservargli il credito che meritava. E così un Paese intero, l'Ecuador, ha potuto festeggiare le lacrime di commozione del vincitore nella splendida cornice finale dell'Arena di Verona, nella quale tutti gli atleti sono transitati ad uno ad uno al termine dell'ultima cronometro, per ricevere la giusta dose di riconoscimento da parte del sempre entusiasta pubblico del ciclismo. Ma se tutti sono stati applauditi più o meno con la medesima intensità, è innegabile che la sufficienza di un ipotetico pagellone finale di questo Giro d'Italia, sia trattamento non riservabile all'intero gruppo; ecco pertanto il mio personalissimo giudizio riservato ai big dopo le tre settimane di corsa. Promossi Carapaz - voto 10 Fonte immagine sportfair.it Non aveva certo troppe ambizioni di vittoria alla vigilia, chiuso dal pronostico della presenza ingombrante di Dumoulin, Roglič, Nibali e Yates, oltre che dalla figura in squadra di Mikel Landa, formalmente capitano della Movistar, ma la mente sgombra da aspettative e responsabilità lo sicuramente aiutato negli attacchi portati a segno nelle prime due settimane. Una volta in maglia rosa, presa anche ulteriore coscienza della propria forza, è diventato cliente scomodissimo per tutti; impossibile da staccare in salita e scortato da una squadra perfetta, il trionfatore del Giro numero 102 è arrivato a Verona praticamente in carrozza, e sarà interessante valutarne il resto della carriera ora che non potrà più nascondersi. Nibali - voto 7,5 Fonte immagine repubblica.it L'età non è più quella di un ragazzino, e le gambe sembrano risentirne, ma l'esperienza e la grande capacità di autogestirsi durante le tre settimane fanno dello squalo di Messina un osso sempre duro da superare. L'unico a provare a movimentare la corsa sulle grandi salite per cercare un guizzo che metta in difficoltà la maglia rosa, ha però la colpa di puntare il cavallo sbagliato fin dall'inizio, preoccupandosi eccessivamente di fare corsa sulle ruote di Roglič e lasciando eccessiva libertà a Carapaz. Forse non avrebbe ugualmente vinto il Giro, ma, anche se spero di sbagliarmi, questa edizione aveva tutta l'aria di essere una sorta di ultima possibilità per NIbali di trionfare in una grande corsa a tappe; da dietro pedalano inesorabili giovani atleti, che diventano ogni anno più competitivi. Vedremo. Landa - voto 7 Fonte immagine repubblica.it Uno degli scalatori più forti di questa edizione del Giro d'Italia, paga probabilmente qualcosa in termini di classifica a causa dell'exploit del compagno di squadra Carapaz, ma quando il naso tende all'insù, il basco della Movistar è sempre tra i migliori, pronto ad infiammare ogni gran premio della montagna finisca sotto le sue ruote. Patisce più del lecito la scarsa propensione per le prove a cronometro, vero punto debole del ventinovenne spagnolo, che ancora una volta non gli permette di trovare posto sul podio, come avrebbe indubbiamente meritato. Forse, a ventinove anni, converrebbe impostare un piano di allenamenti specifico per il miglioramento di questo fondamentale, necessario per trionfare nei grandi giri, anche a costo di perdere un po' di brillantezza in salita. Mollema - voto 6 Fonte immagine cyclingnews.com Chiude quinto, ad una distanza tutto sommato accettabile dal vincitore, inferiore a i sei minuti, ma in realtà, dopo tre settimane, si ha l'impressione di non averlo mai visto. Quasi mai all'attacco nelle tre settimane, praticamente sconosciuto nel gruppo dei primissimi, si ritaglia il merito comunque di difendersi discretamente sia in salita che a cronometro e di migliorare la propria classifica finale ad ogni partecipazione al Giro; se tanto mi da tanto potremo vederlo sul podio l'anno prossimo? A trentadue anni (l'anno prossimo trentatré) un'eventualità simile sembra essere di difficile realizzazione. Difficile, ma non impossibile. Rimandati Dumoulin - s.v. Fonte immagine twitter.com Era probabilmente, insieme a Roglič, il grande favorito della corsa alla vigilia, grazie alle sue straordinarie doti da crono-man e alla sua capacità di reggere brillantemente in salita, ma la sfortuna lo tolto dalla competizione in seguito ad una caduta dopo soli quattro giorni. Come sarebbe stato il Giro con il gigante olandese in mezzo al gruppo, nessuno è in grado di dirlo, ma risulta probabile che con l'alfiere della Sunweb sulle strade nostrane, anche Vincenzo Nibali avrebbe tratto giovamento dal non fare corsa su di un solo avversario, e con una squadra in più a tirare in salita, il finale di questa edizione sarebbe potuto essere diverso. Della serie, campionato non allenante... Lopez - voto 6- Fonte immagine inbici.net Il settimo posto, soprattutto alla luce del podio conquistato l'anno scorso, non è da considerarsi un risultato soddisfacente per il colombiano, al quale va però riconosciuto l'oscar della sfortuna di questa edizione della corsa rosa: forature, cadute, e persino qualche tifoso imbecille capace di buttarlo giù dalla bicicletta nel bel mezzo di una salita, sono state il pane con il quale il capitano dell'Astana ha dovuto banchettare praticamente ogni giorno, e senza il quale avrebbe potuto indubbiamente ritrovarsi più in alto. Rimane comunque la sensazione di una brillantezza leggermente svanita rispetto al 2018, anche se l'ennesima maglia bianca conquistata lascia comunque presagire per lui un grande futuro. Bocciati Yates - voto 5 Fonte immagine corriere.it Meriterebbe forse mezzo punto in meno nel giudizio complessivo, ma al britannico, splendido protagonista e maglia rosa delle prime due settimane del Giro dell'anno scorso, va comunque riconosciuto il merito di non aver mai mollato fino alla fine, rispettando la corsa e provando lo stesso a farsi vedere nonostante la forma evidentemente deficitaria. Brillante solo durante la cronometro di San Luca, il vincitore della Vuelta 2018 era arrivato sulle strade del Belpaese con intenti bellicosi, salvo poi sparire regolarmente di fronte alle difficoltà; difficile capire se sia colpa della testa, incapace di reggere la pressione, o di una preparazione errata, ma quel che è certo è che la delusione rispetto alla sua prova risulta evidente. Roglič - voto 4,5 Fonte immagine cyclingpro.net Può risultare stonato un giudizio tanto negativo nei confronti di un corridore capace comunque di salire sul podio, ma affidare le proprie chances di vittoria solo alle tappe contro il tempo si è rivelata una tattica a dir poco suicida. Presentatosi con una condizione ottimale all'inizio, andata via via scemando, lo sloveno è risultato completamente apatico in tutte le tappe in linea della corsa: mai intento a far lavorare la squadra per difendere la maglia rosa dalle fughe, mai all'attacco in montagna, mai pronto a rintuzzare gli scatti degli avversari, ha dimostrato gravi carenze sotto tutti i punti di vista, fisico e mentale. Per trionfare in un grande Giro servirà crescere sotto tutti i punti di vista. E pensare che uno come NIbali, con le sue gambe vincerebbe a mani basse... Conclusioni Per il Giro occorrerà aspettare un anno, ma il grande ciclismo ci terrà compagnia per tutta l'estate con Tour de France e Vuelta Espana, oltre che con l'appuntamento iridato che si terrà a fine Settembre in Inghilterra. Restate sintonizzati. Viva il ciclismo e alla prossima...
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Giro d'Italia - Carapaz trionfa davanti a Nibali, il pagellone finale
Fonte immagine ilsussidiario.net Richard Carapaz vince con pieno merito la centoduesima edizione del Giro d'Italia, con poco più di un minuto di vantaggio sul secondo classificato Vincenzo Nibali, e due minuti e mezzo su Primoz Roglič (uno dei grandi favoriti della vigilia), mettendo a segno il primo successo in carriera in una corsa a tappe. Quarto classificato l'anno scorso nella rassegna italiana, l'ecuadoriano della Movistar veniva inserito alla vigilia nel nutrito gruppo degli outsider, anche in virtù di risultati mai troppo brillanti nelle altre corse di tre settimane, ma con coraggio e oculatezza tattica, propri e della sua formazione (che potendo puntare anche su un'altra freccia come Landa non ha sbagliato praticamente nulla), Carapaz ha preso poco a poco coscienza dei suoi mezzi, imponendosi di fronte ad avversari intenti a marcarsi l'un l'altro senza riservargli il credito che meritava. E così un Paese intero, l'Ecuador, ha potuto festeggiare le lacrime di commozione del vincitore nella splendida cornice finale dell'Arena di Verona, nella quale tutti gli atleti sono transitati ad uno ad uno al termine dell'ultima cronometro, per ricevere la giusta dose di riconoscimento da parte del sempre entusiasta pubblico del ciclismo. Ma se tutti sono stati applauditi più o meno con la medesima intensità, è innegabile che la sufficienza di un ipotetico pagellone finale di questo Giro d'Italia, sia trattamento non riservabile all'intero gruppo; ecco pertanto il mio personalissimo giudizio riservato ai big dopo le tre settimane di corsa. Promossi Carapaz - voto 10 Fonte immagine sportfair.it Non aveva certo troppe ambizioni di vittoria alla vigilia, chiuso dal pronostico della presenza ingombrante di Dumoulin, Roglič, Nibali e Yates, oltre che dalla figura in squadra di Mikel Landa, formalmente capitano della Movistar, ma la mente sgombra da aspettative e responsabilità lo sicuramente aiutato negli attacchi portati a segno nelle prime due settimane. Una volta in maglia rosa, presa anche ulteriore coscienza della propria forza, è diventato cliente scomodissimo per tutti; impossibile da staccare in salita e scortato da una squadra perfetta, il trionfatore del Giro numero 102 è arrivato a Verona praticamente in carrozza, e sarà interessante valutarne il resto della carriera ora che non potrà più nascondersi. Nibali - voto 7,5 Fonte immagine repubblica.it L'età non è più quella di un ragazzino, e le gambe sembrano risentirne, ma l'esperienza e la grande capacità di autogestirsi durante le tre settimane fanno dello squalo di Messina un osso sempre duro da superare. L'unico a provare a movimentare la corsa sulle grandi salite per cercare un guizzo che metta in difficoltà la maglia rosa, ha però la colpa di puntare il cavallo sbagliato fin dall'inizio, preoccupandosi eccessivamente di fare corsa sulle ruote di Roglič e lasciando eccessiva libertà a Carapaz. Forse non avrebbe ugualmente vinto il Giro, ma, anche se spero di sbagliarmi, questa edizione aveva tutta l'aria di essere una sorta di ultima possibilità per NIbali di trionfare in una grande corsa a tappe; da dietro pedalano inesorabili giovani atleti, che diventano ogni anno più competitivi. Vedremo. Landa - voto 7 Fonte immagine repubblica.it Uno degli scalatori più forti di questa edizione del Giro d'Italia, paga probabilmente qualcosa in termini di classifica a causa dell'exploit del compagno di squadra Carapaz, ma quando il naso tende all'insù, il basco della Movistar è sempre tra i migliori, pronto ad infiammare ogni gran premio della montagna finisca sotto le sue ruote. Patisce più del lecito la scarsa propensione per le prove a cronometro, vero punto debole del ventinovenne spagnolo, che ancora una volta non gli permette di trovare posto sul podio, come avrebbe indubbiamente meritato. Forse, a ventinove anni, converrebbe impostare un piano di allenamenti specifico per il miglioramento di questo fondamentale, necessario per trionfare nei grandi giri, anche a costo di perdere un po' di brillantezza in salita. Mollema - voto 6 Fonte immagine cyclingnews.com Chiude quinto, ad una distanza tutto sommato accettabile dal vincitore, inferiore a i sei minuti, ma in realtà, dopo tre settimane, si ha l'impressione di non averlo mai visto. Quasi mai all'attacco nelle tre settimane, praticamente sconosciuto nel gruppo dei primissimi, si ritaglia il merito comunque di difendersi discretamente sia in salita che a cronometro e di migliorare la propria classifica finale ad ogni partecipazione al Giro; se tanto mi da tanto potremo vederlo sul podio l'anno prossimo? A trentadue anni (l'anno prossimo trentatré) un'eventualità simile sembra essere di difficile realizzazione. Difficile, ma non impossibile. Rimandati Dumoulin - s.v. Fonte immagine twitter.com Era probabilmente, insieme a Roglič, il grande favorito della corsa alla vigilia, grazie alle sue straordinarie doti da crono-man e alla sua capacità di reggere brillantemente in salita, ma la sfortuna lo tolto dalla competizione in seguito ad una caduta dopo soli quattro giorni. Come sarebbe stato il Giro con il gigante olandese in mezzo al gruppo, nessuno è in grado di dirlo, ma risulta probabile che con l'alfiere della Sunweb sulle strade nostrane, anche Vincenzo Nibali avrebbe tratto giovamento dal non fare corsa su di un solo avversario, e con una squadra in più a tirare in salita, il finale di questa edizione sarebbe potuto essere diverso. Della serie, campionato non allenante... Lopez - voto 6- Fonte immagine inbici.net Il settimo posto, soprattutto alla luce del podio conquistato l'anno scorso, non è da considerarsi un risultato soddisfacente per il colombiano, al quale va però riconosciuto l'oscar della sfortuna di questa edizione della corsa rosa: forature, cadute, e persino qualche tifoso imbecille capace di buttarlo giù dalla bicicletta nel bel mezzo di una salita, sono state il pane con il quale il capitano dell'Astana ha dovuto banchettare praticamente ogni giorno, e senza il quale avrebbe potuto indubbiamente ritrovarsi più in alto. Rimane comunque la sensazione di una brillantezza leggermente svanita rispetto al 2018, anche se l'ennesima maglia bianca conquistata lascia comunque presagire per lui un grande futuro. Bocciati Yates - voto 5 Fonte immagine corriere.it Meriterebbe forse mezzo punto in meno nel giudizio complessivo, ma al britannico, splendido protagonista e maglia rosa delle prime due settimane del Giro dell'anno scorso, va comunque riconosciuto il merito di non aver mai mollato fino alla fine, rispettando la corsa e provando lo stesso a farsi vedere nonostante la forma evidentemente deficitaria. Brillante solo durante la cronometro di San Luca, il vincitore della Vuelta 2018 era arrivato sulle strade del Belpaese con intenti bellicosi, salvo poi sparire regolarmente di fronte alle difficoltà; difficile capire se sia colpa della testa, incapace di reggere la pressione, o di una preparazione errata, ma quel che è certo è che la delusione rispetto alla sua prova risulta evidente. Roglič - voto 4,5 Fonte immagine cyclingpro.net Può risultare stonato un giudizio tanto negativo nei confronti di un corridore capace comunque di salire sul podio, ma affidare le proprie chances di vittoria solo alle tappe contro il tempo si è rivelata una tattica a dir poco suicida. Presentatosi con una condizione ottimale all'inizio, andata via via scemando, lo sloveno è risultato completamente apatico in tutte le tappe in linea della corsa: mai intento a far lavorare la squadra per difendere la maglia rosa dalle fughe, mai all'attacco in montagna, mai pronto a rintuzzare gli scatti degli avversari, ha dimostrato gravi carenze sotto tutti i punti di vista, fisico e mentale. Per trionfare in un grande Giro servirà crescere sotto tutti i punti di vista. E pensare che uno come NIbali, con le sue gambe vincerebbe a mani basse... Conclusioni Per il Giro occorrerà aspettare un anno, ma il grande ciclismo ci terrà compagnia per tutta l'estate con Tour de France e Vuelta Espana, oltre che con l'appuntamento iridato che si terrà a fine Settembre in Inghilterra. Restate sintonizzati. Viva il ciclismo e alla prossima...
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