Valerio Conti durante la premiazione. Fonte tuttobiciweb.it

Ci si attendeva una tappa movimentata, con le salite finali verso San Giovanni Rotondo in grado di dare un piccolo scossone alla corsa, ma quanto successo durante la sesta frazione è andato addirittura oltre le aspettative.

Finalmente la pioggia, che aveva flagellato il gruppo nelle ultime due giornate facendo assomigliare la corsa più alle grandi classiche del nord che al giro tricolore, ha deciso di dare tregua ai corridori, ma la clemenza di Madre Natura non è stata sufficiente ad impedire il verificarsi di una nuova caduta, che questa volta ha coinvolto la maglia rosa Roglič e il secondo della generale Yates.

Fortunatamente, senza conseguenze apparenti, i due protagonisti rientrano in gruppo, che saggiamente decide di aspettare quanti erano stati coinvolti nell'incidente rallentando l'andatura, tanto che poco dopo si concretizzerà la fuga decisiva per la tappa che stravolgerà la classifica, con 16 uomini in grado di avvantaggiarsi di oltre sei minuti sul gruppo della maglia rosa.
Dopo diverse ore in compagnia degli altri quindici avventurieri, sulla salita del Gargano se ne va Fausto Masnada, decisamente il più brillante tra i battistrada, al quale si aggrega Valerio Conti, l'uomo messo meglio in classifica generale.

Fausto Masnada. Fonte cicloweb.it

Le motivazioni dei due, rispettivamente la vittoria di tappa e la conquista della maglia rosa, trasformano le gambe stanche da 200 Km di corsa in una sorta di motore a scoppio, e il vantaggio di un trentina di secondi sul resto dei fuggitivi non riuscirà più ad essere colmato fino all'arrivo.
D'amore e d'accordo si arriva al falsopiano finale, con Conti che non fa la volata, lasciando giustamente la vittoria al compagno di fuga che aveva tirato per quasi tutti i trenta chilometri finali, avendo già la sua enorme ricompensa nel simbolo del primato.

Prima vittoria italiana al Giro 2019 e primo italiano in maglia rosa dopo Vincenzo Nibali nel 2016, cose che da sole basterebbero a testimoniare l'eccezionalità della giornata, mentre nel gruppo disinteresse più totale per la fuga, tanto che già dalle dichiarazioni della vigilia lo stesso Roglič aveva candidamente ammesso che la perdita della maglia era un'eventualità non improbabile: che la Jumbo-Visma abbia deliberatamente voluto perdere il primato in modo da evitare responsabilità nei prossimi giorni, almeno fino alle tappe decisive di alta montagna?

La tappa di oggi [#7]

Altimetria della sesta tappa. Fonte giroditalia.it

Altra tappa movimentata e ricca di significato per il territorio italiano ed abruzzese in particolare, con l'arrivo a L'Aquila, nelle zone colpite dal terremoto di dieci anni fa.
A poco più di cinquanta chilometri dall'arrivo l'asperità più importante della giornata, con la salita al GPM di seconda categoria di Svolte di Popoli, poi saliscendi fino al traguardo, con l'ultimo chilometro che vede le pendenze raggiungere anche l'11% in alcuni tratti.

Dopo la fuga di ieri, con la vittoria di Masnada e il cambio di proprietà della maglia rosa, ci si aspetta una reazione da parte dei favoriti per la vittoria finale, Roglič, Yates e Nibali su tutti, ma attenzione anche a Carapaz, apparso brillante nelle prime tappe e alla caccia di un successo-bis, e a Lopez, sempre a suo agio quando le pendenze si fanno importanti.

Classifica generale dopo la 6^ tappa

1 - Conti (Ita) in 25h22'00"
2 - Carboni (Ita) a 01'41"
3 - Peters (Fra) a 02'09"
4 - Rojas (Esp) a 02'12"
5 - Madduas (Fra) a 02'19"
6 - Antunes (Por) a 02'45"
7 - Masnada (Ita) a 03'14"
8 - Serry (Bel) a 03'25"
9 - Amador (Cri) a 03'27"
10 - Oomen (Ned) a 04'57"

11 - Roglič (Slo) a 05'24"
13 - Yates (Gbr) a 05'59"
14 - Nibali (Ita) a 06'03"
15 - Lopez (Col) a 06'08"
16 - Ulissi (Ita) a 06'08"
17 - Majka (Pol) a 06'13"
18 - Mollema (Ned) a 06'19"
21 - Formolo (Ita) a 06'30"
26 - Gallopin (Fra) a 06'42"
27 - Carapaz (Ecu) a 06'45"
29 - Zakarin (Rus) a 07'00"
32 - Landa (Esp) a 07'13"
38 - Geoghegan Hart (Gbr) a 07'43"

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