Ackermann vince in maglia ciclamino la quinta tappa. Fonte rsi.ch

A dimostrazione che nel Giro d'Italia quasi mai le cose vanno come ce le si aspetta alla partenza, in una frazione tutto sommato prevedibilmente tranquilla e disegnata in modo da far riposare un po' il gruppo in attesa della volata sul circuito finale, diverse notizie poco piacevoli sono piombate sulla testa della carovana, a scuotere la serenità e la bellezza di questa prima parte di settimana.

Purtroppo non ce l'ha fatta Tom Dumoulin: dopo essere caduto ieri ad una manciata di chilometri dalla fine e aver accusato forti dolori al ginocchio, che lo avevano portato a tagliare il traguardo con quattro minuti di ritardo, il trionfatore del Giro 2017 è stato costretto a ritirarsi poco dopo la partenza, nonostante avesse coraggiosamente tentato di prendere ancora parte alla corsa.

Veder salire uno dei principali favoriti per la vittoria finale sull'ammiraglia dopo appena cinque giornate è un brutto colpo per la corsa rosa, ma sono sicuro che rivedremo presto il gigante olandese sulle nostre strade, più forte e affamato di prima.

Dumoulin saluta il Giro. Fonte ilsussidiario.net

Le brutte notizie purtroppo non si limitano al ritiro di Dumoulin, perché anche quest'anno, puntuali come un orologio svizzero, in concomitanza della corsa a tappe tricolore sono giunte notizie di atleti accusati di doping; a farne le spese questa volta è uno dei gregari di Vincenzo Nibali, lo sloveno Kristijan Koren, il cui nome appare all'interno dell'inchiesta Aderlass su presunte violazioni in materia di anti-doping e immediatamente sospeso dall'UCI.

Intendiamoci, il doping è una piaga da combattere con tutte le forze e i mezzi a disposizione, quindi, qualora Koren, Petacchi (ora commentatore Rai, a sua volta sospeso) e gli altri coinvolti nelle indagini risultassero colpevoli, c'è da augurarsi nei loro confronti una punizione esemplare, ma la tempistica di queste inchieste, più o meno sempre a cavallo del Giro d'Italia, lasciano ovviamente un po' di domande in eredità agli appassionati.

Tornando a discorsi decisamente più piacevoli la tappa è stata contrassegnata dall'incessante pioggia, che ha flagellato il gruppo per tutto il percorso, costringendo la giuria a rilevare il tempo dei concorrenti valido per la classifica a nove Km dal traguardo, in modo da lasciar battagliare le squadre dei velocisti e preservare l'incolumità del resto del gruppo.

In un finale previsto su un circuito cittadino da ripetersi due volte, la decisione della direzione corsa è apparsa quanto mai opportuna, tanto che a giocarsi la tappa al rilevamento dell'ultimo giro sono rimasti solo una sessantina di atleti (i velocisti e le loro squadre) con gli uomini di classifica ben contenti di tenersi lontani dalla bagarre e dalla follia degli sprinter.

E' stata volata classica alla quale non ha praticamente partecipato, per la delusione del pubblico, il nostro Elia Viviani, probabilmente stremato dalle condizioni meteo avverse patite durante tutto il tragitto, e vinta dal tedesco Ackermann (già in maglia ciclamino), sul colombiano Gaviria.
Salgono a due i successi di tappa per il portacolori della Bora-Hansgrohe, che per sua stessa ammissione ha avuto il merito di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, sfruttando appieno la scia dello scatto del rivale piazzatosi al secondo posto.

La tappa di oggi [#6]

Si arriva in Puglia, più precisamente a San Giovanni Rotondo, paese celebre per il Santuario dedicato a Padre Pio.
Tappa decisamente movimentata e dal finale che si prevede scoppiettante, con una salita di 15 Km al 6% che porterà il gruppo a scalare il Gargano fino ai -15 dal traguardo, dopo la discesa altra breve salita per scendere ancora fino al rettilineo finale dell'ultimo chilometro in leggera salita.
Sarà una frazione che dovrebbe tagliare fuori le velleità dei velocisti per riservare la battaglia agli uomini dalla gamba rapida e capaci di resistere quando le pendenze non sono impossibili.
Tra tutti i papabili vincitori attenzione al nome di Diego Ulissi, terzo due giorni fa a Frascati, ma anche a Caleb Ewan, che potrebbe presentarsi con il gruppo dei migliori sull'ultima salita o all'inglese Geoghegan Hart, a suo agio nelle frazioni di media montagna.

Classifica dopo la 5^ tappa

1 - Roglič (Slo) in 16h 19’ 20”
2 - Yates (Gbr) a 0’ 35”
3 - Nibali (Ita) a 0’ 39”

4 - Lopez Moreno (Col) a 0’ 44”
5 - Ulissi (Ita) a 0’ 44”
6 - Majka (Pol) a 0’ 49”
7 - Mollema (Ned) a 0’ 55”
8 - Caruso (Ita) a 0’ 56”
9 - Jungels (Lux) a 01’ 02”
10 - Formolo (Ita) a 01’ 06”

15 - Gallopin (Fra) a 1'18"
16 - Carapaz (Ecu) a 1'21"
18 - Zakarin (Rus) a 1'36"
22 - Landa (Esp) a 1'49"
30 - Geoghegan Hart (Gbr) a 2'19"

Immagine di proprietà Scorum Italia