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Finisce con un colpo di scena la terza tappa del Giro d'Italia, con arrivo ad Orbetello e dedicata interamente ai velocisti (un unica piccola salitella lungo il percorso, troppo lontana dal traguardo per impensierire gli uomini-jet); Elia Viviani, campione italiano e super favorito di giornata dopo il secondo posto del giorno precedente, vince di una ruota lo sprint finale, ma viene declassato dalla giuria a causa della deviazione dalla propria traiettoria e di un conseguente lieve contatto con Matteo Moschetti, catapultando il nome del secondo classificato, il colombiano Gaviria (di nuovo al Giro dopo l'assenza dell'anno scorso e le quattro tappe vinte nel 2017), nell'albo d'oro della corsa rosa.

In volata non si scherza e anche ogni minimo movimento tendente a tagliare la strada o ad impattare con un altro corridore può risultare molto pericoloso a causa delle elevate velocità che si raggiungono; la giuria si è dimostrata super professionale e nonostante le dichiarazioni del vincitore Gaviria, che ha candidamente ammesso di non sentire proprio questo successo e di ritenere vincitore solo chi taglia il traguardo per primo (non deve essere un simpatizzante dell'Inter), ha probabilmente preso la decisione più consona ai regolamenti in essere.

Ci sarà ancora da aspettare quindi per vedere sollevate al cielo le braccia di Elia Viviani, che dopo le cinque frazioni portate a casa nel Giro 2018, ha già fallito i primi due tentativi di quest'anno, ma i colpi di scena della terza frazione non sono riservati solo alla parte finale della corsa.

Gaviria sul palco della premiazione. Fonte cicloweb.it

Nonostante il tentativo di fuga del giapponese Hatsuyama, probabilmente più desideroso di farsi pubblicità e mettersi in mostra che di arrivare da solo al traguardo, e il fastidioso vento contrario che schiaffeggiato il gruppo per quasi tutta la giornata, le squadre dei velocisti erano riuscite ad arrivare compatte a pochi chilometri da Orbetello, pronte a darsi battaglia fin dalla formazione dei primi treni; tuttavia nella corsa più bella ed imprevedibile del mondo, le sorprese sono sempre dietro l'angolo e se a spaventare di più erano le due curve a gomito poste a 500 metri dall'arrivo, alcuni nomi celebri hanno invece dovuto fare i conti con la caduta che ha decimato il gruppo quando ormai la corsa volgeva al termine.

E pertanto, dopo i 46 secondi persi per una foratura dal leader della Movistar, Carapaz, il bilancio più pesante spetta a Tao Geoghegan Hart, costretto a giungere sulla linea finale con quasi un minuto e mezzo di ritardo proprio a causa della caduta.
Non si fanno sorprendere la maglia rosa Roglič e gli altri favoriti, che con le loro squadre ben consce di dover affrontare sempre in testa le folli velocità delle tappe dedicate agli sprinter, concludono la gara tranquillamente nel mini gruppetto di una cinquantina di uomini rimasti dopo la caduta.

La tappa di oggi [#4]

Altimetria della quarta tappa. Fonte giroditalia.it

Il Giro sconfina oggi nel Lazio a Frascati, e dopo 230 Km di saliscendi non troppo impegnativi, ma che potrebbero lasciare il segno nelle gambe verso il finale, la gara promette di infiammarsi negli ultimi 2500 metri in salita, con pendenze che arriveranno anche al 7%; se gli uomini di classifica non decideranno di dar fuoco alle polveri non è da escludere un'ulteriore sprint finale, con Viviani, Gaviria e il tedesco Ackermann portati a braccetto dalle loro squadre e pronti a rinnovare il duello delle due precedenti tappe.

Classifica dopo la terza tappa

1 - Roglič (Slo) in 10h21'01''
2 - Yates (Gbr) a 19''
3 - Nibali (Ita) a 23''
4 - Lopez Moreno (Col) a 28''
5 - Dumoulin (Ned) a 28''
6 - Majka (Pol) a 33''
7 - Mollema (Ned) a 39''
8 - Caruso (Ita) a 40''
9 - Bilbao (Esp) a 42''
10 - De La Parte (Esp) a 45''

14 - Formolo (Ita) a 50"
21 - Galopin (Fra) a 1'02"
23 - Landa (Esp) a 1'07"
38 - Carapaz (Ecu) a 1' 33"
42 - Pozzovivo (Ita) a 1'39"
57 - Geoghegan Hart a 2'03"


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