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Vai in fuga oggi, vai in fuga domani, e vedrai che prima o poi qualcosa succede! Questo deve essere stato il mantra ripetuto dal direttore sportivo della Nippo-Vini Fantini-Faizanè all'ottimo Damiano Cima, vincitore della tappa di oggi (primo successo in carriera), dopo l'ennesimo attacco tentato da lontano in questo Giro d'Italia, anche oggi in compagnia del generosissimo Mirco Maestri, come in tutte le precedenti occasioni e con Marco Frapporti, abituale compagno d'avventura dei due, sostituito per l'occasione dal tedesco Nico Denz.

In una frazione disegnata e collocata ad arte dall'organizzazione per far riposare i big della classifica generale in vista della terribile tre giorni conclusiva, le squadre dei velocisti erano attese ad un controllo capillare della corsa, in modo da sfruttare l'ultima occasione rimasta per mettere a segno una vittoria, ma come spesso è accaduto quest'anno, i calcoli sui distacchi dei fuggitivi e sui relativi cavalli da liberare per riacciuffarli, sono stati effettuati con troppa approssimazione, permettendo agli attaccanti anche oggi di giocarsi la vittoria di tappa.

I tre arrivano a contare su oltre sei minuti di vantaggio sul gruppo, e la vittoria di tappa per questi ragazzi ancora a secco di successi in carriera comincia a diventare un sogno che si materializza pedalata dopo pedalata; il gruppo reagisce a piena potenza solo quando mancano una trentina di chilometri alla fine, con la Bora-Hensgrove e la Groupama lanciate a mille alla caccia degli attaccanti, dando il via ad un testa a testa ancora una volta emozionante e bellissimo giocato letteralmente sul filo dei secondi.

Pascal Ackermann in maglia ciclamino. Fonte ilpost.it

A poche pedalate dal traguardo il ricongiungimento sembra cosa inevitabile, ma Damiano Cima mette nelle gambe tutta l'energia rimasta in corpo, riuscendo a prevalere sulle ruote dei velocisti che rabbiose fagocitano i due compagni di fuga, tanto che il più deluso a Santa Maria di Sala non a caso risulterà essere Pascal Ackermann, indubbiamente il corridore più veloce rimasto in gara assieme al francese Demare, privato per pochi centimetri della terza vittoria al Giro.

Se il forcing del gruppo fosse partito anche solo un chilometro prima probabilmente staremmo parlando di una tappa completamente diversa, e i pugni di stizza scagliati contro il manubrio dal tedesco testimoniano di una grande occasione buttata, anche se la riconquista della maglia ciclamino potrà far dormire ad Ackermann sogni tranquilli in ogni caso.

Non cambia nulla nelle posizioni alte della classifica, con la maglia rosa Carapaz e tutti i suoi avversari ben nascosti e coccolati nella pancia del gruppo in attesa degli ultimi fuochi d'artificio, che sentenzieranno in maniera inappellabile sulla centoduesima edizione del Giro, una delle più belle ed incerte degli ultimi anni.

La tappa di domani [#19]

Trenta chilometri di salita finale, in una tappa piuttosto breve, attendono i protagonisti della classifica generale.
L'ascesa a San Martino di Castrozza non è considerata una delle più proibitive, con una pendenza costante intorno al 5% intervallata da tratti più duri fino al 10%, ma nella terza settimana i tanti chilometri percorsi e le energie nervose spese potrebbero mettere a dura prova le gambe anche su un percorso all'apparenza non impossibile.
In virtù della penultima tappa, molto meno adatta alle loro caratteristiche, mi aspetto una mossa decisa di Roglič e Yates, all'ultima spiaggia nella ricerca delle loro ambizioni di classifica o podio.

Classifica generale dopo la 18^ tappa

1 - Carapaz (Ecu) in 79 h 44’ 22”
2 - NIbali (Ita) a 01’ 54”
3 - Roglič (Slo) a 02’ 16”
4 - Landa (Esp) a 03’ 03”
5 - Mollema (Ned) a 05’ 07”
6 - Lopez (Col) a 06’ 17”
7 - Majka (Pol) a 06’ 48”
8 - Yates (Gbr) a 07’ 13”
9 - Sivakov (Rus) a 08’ 21”
10 - Formolo (Ita) a 08’ 59”

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