Carapaz in maglia rosa. Fonte immagine rai.it

Ci si aspettava una tappa non troppo movimentata, dopo le fatiche patite ieri dal gruppo lungo i tornanti del Mortirolo, con un finale adatto ai delusi dalla tappa di ieri che intendessero recuperare parte del terreno perduto, invece è ancora una volta la maglia rosa di Richard Carapaz a concludere la giornata meglio dei diretti avversari, rosicchiando loro addirittura qualche ulteriore secondo.

E se nell'immaginario di tutti gli addetti ai lavori e gli appassionati oggi la Movistar era attesa ad una corsa prettamente difensiva, il team spagnolo ha ancora una volta azzeccato alla perfezione la tattica, lanciando uno scatenato Landa alla caccia del podio sul tratto più duro della salita finale, in modo da fare anche da apripista all'attacco più inaspettato della maglia rosa.

Un contropiede che, se ci trovassimo su un campo di calcio invece che sulle strade percorse dalle due ruote a pedali, sarebbe degno della miglior tradizione del gioco all'italiana, in grado di lasciare di stucco gli avversari più quotati come Primož Roglič e soprattutto Vincenzo Nibali, probabilmente non in grado di recuperare appieno dallo sforzo di ieri.

Il francese Peters sul traguardo di oggi. Fonte cyclingpro.net

In una tappa che ha riservato colpi di scena nel finale occorre registrare l'ennesima fuga partita da lontano, che tra il disinteresse del gruppo impedisce agli uomini di classifica ancora una volta di giocarsi una vittoria di tappa; senza nulla togliere al francese Peters, corridore giovane, forte e dal sicuro avvenire, in grado di trionfare nell'arrivo di oggi, indubbiamente la frazione avrebbe acquistato un altro significato se, alle ultime curve, i grandi della corsa fossero stati insieme a disputarsi la vittoria.

In ogni caso va rimarcata la presenza tra gli attaccanti di Davide Formolo, terzo sul traguardo e capace con questa azione di ritagliarsi un posto tra i primi dieci della generale, del brillantissimo Fausto Masnada, oggi quarto ma autore di un giro sempre all'attacco e apparso quanto mai pronto per l'avventura in una formazione Uci World Tour già dall'anno prossimo, e dell'ex maglia rosa Valerio Conti, evidentemente non pago dei tre giorni passati al comando della corsa e desideroso di lasciare ancora la sua impronta in questa edizione del Giro.

Ancora staccato, non solo dalla maglia rosa ma anche dal gruppo comprendente Nibali e Roglič, il britannico Simon Yates, brillante protagonista del Giro l'anno scorso durante le prime due settimane e apparso fuori condizione fin da subito quest'anno.
Il vincitore della Vuelta 2018 ha pagato mentalmente il fallimento sulle prime salite e come l'anno scorso sembra non avere retto alla tensione delle tre settimane; l'obiettivo rimane rimanere nei dieci, ma da lui era lecito aspettarsi molto di più.

La tappa di domani [#18]

Se la giocheranno i velocisti o andrà via l'ennesima fuga? La distanza delle ultime salite dal traguardo, superiore ai cento chilometri, lasciano pensare che la tappa numero 18 sarà un discorso riservato ai velocisti e alle loro squadre, con Ackermann e Demare separati di pochi punti anche nella classifica della maglia ciclamino pronti a darsi battaglia.
Ma come abbiamo imparato in queste due settimane e mezza (e in tutte le precedenti edizioni), al Giro nulla è mai scontato e come appare alla partenza, quindi non ci resta che godere dello spettacolo, che porterà i corridori nel Veneto, in una tappa utile agli uomini di classifica per recuperare le forze in vista del gran finale.

Classifica generale dopo la 17^ tappa

1 - Carapaz (Ecu) in 74 h 48’ 18”
2 - NIbali (Ita) a 01’ 54”
3 - Roglič (Slo) a 02’ 16”
4 - Landa (Esp) a 03’ 03”
5 - Mollema (Ned) a 05’ 07”
6 - Lopez (Col) a 06’ 17”
7 - Majka (Pol) a 06’ 48”
8 - Yates (Gbr) a 07’ 13”
9 - Sivakov (Rus) a 08’ 21”
10 - Formolo (Ita) a 08’ 59”

Immagine di proprietà di Scorum-Italia