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E' del russo Il'nur Zakarin, ventinovenne portacolori della Katusha-Alpecin, la vittoria nel primo vero e proprio tappone di montagna di questa edizione del Giro d'Italia, con arrivo in Piemonte, oltre i 2000 metri di Ceresole Reale, dopo un'interminabile ascesa finale di oltre quaranta chilometri, che ha davvero messo alla prova le gambe e la resistenza di buona parte del gruppo.

Come sempre accade in frazioni di questo tipo, le prime vere salite risultano specchio delle reali possibilità dei favoriti di indossare l'ultima maglia rosa sul traguardo dell'Arena di Verona, e mentre si può osservare come qualche outsider abbia rilanciato brillantemente la propria candidatura e le proprie ambizioni di alta classifica, più di un big ha purtroppo deluso le aspettative, escludendosi di fatto dal lotto dei papabili vincitori.

E' il caso soprattutto del britannico Simon Yates, vera grande delusione di questa edizione della Corsa rosa, inserito nel lotto dei 3-4 grandi favoriti alla vigilia e completamente sparito dai giochi, prima nella cronometro di San Marino e infine nella tappa di ieri (al termine della quale risulta attardato di quasi sei minuti dalla maglia rosa virtuale di Roglič), ma anche del colombiano Miguel Angel Lopez, sul podio nella passata edizione e pesantemente attardato ora nelle tappe che contano, seppur con la parziale attenuante della sfortuna (cadute e forature lo hanno bersagliato) a calmierare leggermente il giudizio.

Zakarin sul traguardo di Ceresole Reale. Fonte lastampa.it

Oltre a Zakarin, a braccia alzate sul traguardo di Ceresole Reale e ora terzo in classifica generale, distanziato solo di trenta secondi dallo sloveno grande favorito per la vittoria finale, un plauso va riconosciuto al brillantissimo Mikel Landa, ancora all'attacco anche ieri e decisamente in grado di rilanciare le sua ambizioni di podio (risultato già ottenuto nell'edizione 2014 del Giro) e all'ecuadoriano Carapaz, vincitore della tappa di Frascati, che dopo il quarto posto dell'anno scorso dimostra di essere corridore particolarmente adatto alla competizione tricolore.

Giudizio a parte deve essere fatto infine per Vincenzo Nibali, al quale evidentemente le 34 primavere suonate non consentano di essere brillante con le gambe come vorrebbe la mente e per Primož Roglič, diventato il favorito numero uno della corsa dopo il ritiro di Dumoulin; lo squalo di Messina è solito mostrare il meglio di sé nella terza settimana delle grandi corse a tappe, e il suo correre in maniera piuttosto difensiva fino a questo momento potrebbe essere letto in quest'ottica, mentre l'apatia dello sloveno, tranquillo sulle ruote di Nibali e intenzionato a basare tutta la corsa sul vantaggio ricavato dalle cronometro, cozza decisamente con lo spirito della gara e con lo spettacolo che i favoriti dovrebbero garantire al pubblico.

Pretattica in attesa della terza settimana o forma non perfetta? Le occasioni per scoprirlo, da qui alla fine, non mancheranno di certo, ma il tempo stringe e basare tutta la corsa su un un numero ristretto di giornate potrebbe rivelarsi una tattica molto pericolosa.
Ultima notazione per il primo in classifica Polanc, capace di tenere la maglia ieri nonostante il pesante ritardo sul traguardo, ma destinato inevitabilmente a cederla con tutta probabilità già durante la tappa di oggi; in ogni caso Giro positivo il suo, che stringendo i denti potrebbe concludere addirittura nella top 10.

La tappa di oggi

Frazione interamente svolta in Valle d'Aosta, con ben cinque Gran Premi della Montagna da affrontare, seppur in una distanza piuttosto breve.
Particolarmente temibile il Colle San Carlo, la cui sommità a 25 Km dall'arrivo dovrebbe fare la selezione maggiore della giornata, mentre l'ultimo tratto, con pendenze piuttosto facili intorno al 3%, servirà unicamente a decretare chi nel gruppo di testa vincerà lo sprint.
Ci si attende questa volta corsa dura da parte degli uomini di classifica, dopo le fughe lasciate andare con troppa superficialità nei giorni scorsi.
Sarà la giornata del duello Roglič-Nibali anche in montagna? Simon Yates proverà un ultimo acuto? Domande legittime, ma occhio sempre ai sudamericani e ai brillantissimi Landa e Zakarin, anch'essi nel novero dei favoriti di giornata.

Classifica generale dopo la 13^ tappa

1 - Polanc (Slo) in 54h 28’ 59”
2 - Roglič (Slo) a 02’ 25”
3 - Zakarin (Rus) a 02’ 56”
4 - Mollema (Ned) a 03’ 06”
5 - Nibali (Ita) a 04’ 09”
6 - Carapaz (Ecu) a 04’ 22”
7 - Majka (Pol) a 04’ 28”
8 - Landa (Esp) a 05’ 08”
9 - Sivakov (Rus) a 07’ 13”
10 - Lopez (Col) a 07’ 48”

12 - Yates (Gbr) a 08’ 14”
13 - Formolo (Ita) a 08’ 44”

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