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Come ipotizzato alla vigilia dagli addetti ai lavori e dal sottoscritto, saranno quattro i grandi favoriti di questo Giro d'Italia 2019, 102^ edizione della corsa rosa, pronti ad infiammare le giornate che ci separano dall'ultimo traguardo di Verona (che coinciderà con le celebrazione per la festa della Repubblica), e la crono-scalata della prima frazione, svoltasi lo scorso Sabato, sembra già aver confermato un quadro molto preciso.

Causa presunto maltempo nelle fasi finali della giornata (ovviamente non verificatosi), gli organizzatori hanno optato per una poco saggia partenza degli uomini di classifica nelle primissime fasi della gara, destinando al solo Yates, costretto a scendere in strada tra gli ultimi, il compito di tenere vivo l'interesse della tappa fino all'ultimo; il britannico tuttavia non sembra aver patito più di tanto la tensione dell'attesa prolungata, staccando il secondo miglior tempo della giornata alle spalle del solo Primož Roglič, che in una cronometro sembrata disegnata apposta per le sue caratteristiche, ottiene la prima maglia rosa con un vantaggio di 19 secondi sul rivale.

Buon terzo Vincenzo Nibali a 23 secondi, la cui differenza di pedalata con Roglič, soprattutto sulle pendenze importanti che portavano alle strade del Santuario della Madonna di San Luca, è sembrata evidente, mentre prima piccola delusione per Tom Dumulin, non apparso ancora in forma eccezionale e in grado di percorrere gli otto chilometri della corsa solo 28 secondi più lentamente della maglia rosa; la tappa si presentava certamente non adatta alle caratteristiche del gigante olandese, che potrebbe avere in programma il perfezionamento della forma durante la corsa in modo da arrivare brillante all'ultima decisiva settimana, ma perdere così tanto terreno da subito, specialmente in previsione della seconda cronometro con l'arrivo in salita a San Marino di Domenica, potrebbe rivelarsi determinante per le ambizioni del vincitore del Giro 2017.

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Tra gli altri discreta la prova del terzo classificato dell'anno scorso, il colombiano Lopez Moreno, che più a suo agio quando la strada sale che nelle corse contro il tempo, riesce a migliorare di qualche centesimo il tempo di Dumulin, piazzandosi immediatamente giù dal podio di giornata, mentre più lento l'altro sudamericano Carapaz, giunto tredicesimo con un ritardo di 47 secondi, appena davanti agli altri italiani con ambizioni di classifica Formolo e Pozzovivo.

Si arrivava a Fucecchio, con partenza sempre da Bologna, nella seconda giornata di corsa, con un solo grande favorito della vigilia, quell'Elia Viviani, campione nazionale, in grado di primeggiare, grazie alle sue doti da sprinter, a suo agio soprattutto quando le corse si presentano movimentate, dagli avvenimenti o dal percorso; tuttavia il rappresentante della Deceuninck - Quick Step si è dovuto accontentare solo della piazza d'onore, bruciato dallo scatto in anticipo del tedesco Ackermann, ora fiero portatore della maglia ciclamino.

Forse nelle intenzioni degli organizzatori c'era una tappa con maggiore selezione lungo le varie salitelle di giornata, che portassero una quarantina di atleti a battagliarsi il successo, ma il gruppo ha probabilmente optato per una giornata senza troppe scintille, arrivando con quasi cento corridori sul traguardo.
Ci attende una settimana interlocutoria, come spesso accade nei grandi giri, per lasciare spazio anche ai velocisti e ai cacciatori di gloria di giornata, almeno fino a Domenica, quando il monte Titano promette di spaccare ulteriormente la classifica al termine dei 38 Km che compongono la cronometro in partenza da Riccione.

Sarà ancora Roglič ad alzare le braccia al cielo? Su pendenze meno difficili di San Luca e con più chilometri di pianura è probabile che anche Dumulin possa dire decisamente la sua per la vittoria di tappa, più difficile un'affermazione di Yates o Nibali, che comunque dovrebbero non perdere troppo terreno.

Alla prossima sempre dalle strade del Giro!

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