Nelle ultime settimane ho tralasciato un po Scorum. Grandi potenzialità ma che al momento fatico a far emergere con il mio impegno e la mia voglia di raccontare qualcosa che sia mio e solo mio.

Stamattina però @dexpartacus ha riacceso la fiammella della voglia di scrivere qualcosa con il suo post dedicato al racconto del nostro personalissimo dream team NBA.

Un'occasione troppo ghiotta per tornare a scrivere, per me che sono un appassionato della NBA da anni.

Michael Jordan, Chamberlain, Abdul Jabbar, Olajuwon, Stockton, Malone...chi scegliere prima?!

Mi son detto che scegliere sarebbe stato impossibile e che allora avrei provato ad esprimermi con un dream team più reale, un dream team mio, che sento mio davvero. Per essere obiettivo al 100% e passionale al 100% ho pensato di isolare la mia scelta ai giocatori "vissuti" quelli che ho potuto ammirare davvero, che ho potuto vivere davvero nei miei anni da spettatore ed appassionato. Su per giù parliamo del basket del nuovo millennio, con buona pace dei grandi del secolo scorso che resteranno nel cuore e nella memoria ma che ho potuto ammirare solo da racconti e video altrui.

Ecco dunque i miei 10 uomini su cui puntare.

Nome Squadra: Albuquerque Hermanos

Starting Five

PG - Steve Nash

Sarà anche un "perdente" ma vederlo ciondolare con la palla tra le gambe mentre pensa in un nanosecondo a come mettere nelle condizioni di segnare i compagni è roba da Oscar. E un Oscar lo meriterebbe il canadese, un Oscar alla carriera per uno che ha assistito in ogni modo, ha provato a vincere in ogni modo senza riuscirci.

Mentalmente un passo avanti a tutti, uomo che anticipava tutti in campo e fuori. Un Q.I. che non ha eguali. E' mancato l'anello. Per il resto, solo poesia.

SG - Kobe Bryant

Ci avrei voluto provare a lasciarlo fuori ma come avrei potuto? Come avrei potuto dormire la notte sapendo di aver omesso dallo starting five uno dei giocatori più forti e devastanti di sempre?

Il "Black Mamba" deve forse a Phil Jackson le tante vittorie ed il cambio di mentalità che gli ha concesso di passare dall'essere uno splendido solista ad essere un leader totale. Senza quel talento e quella durezza mentale però non sarebbe esistito Kobe. L'unico limite di KB sarebbe potuto essere solo lui stesso. Azzannava le partite solo come MJ sapeva fare e ci ha lasciati in una notte di primavera mettendo a segno 60 punti.

Un leader, un sognatore, un pragmatico talento che ha spazzato via ogni avversario.

SF - Lebron James

L'ho inserito come SF il "prescelto" ma avrei potuto inserirlo indistintamente come playmaker o come guardia, come ala grande o come centrone. Nulla sarebbe cambiato. Il re fa la differenza ovunque, con la stessa scioltezza. Devastante sotto canestro, mani fatate con la forza nelle braccia di un giocatore di football americano, vincerebbe la gara delle schiacciate e darebbe filo da torcere in quella del tiro da 3 se partecipasse all'All Star Game.

Un giocatore totale, vincitore di tutto, abbattitore di record e che ancora oggi va a caccia dell'ennesima impresa: vincere un titolo con la terza squadra differente. Mentre gli altri grandi si son ritirati tutti e giovanissimi campioni sono sulla cresta dell'onda lui continua a sembrare il più forte.

Ha anticipato i tempi. Ha precorso il futuro ed oggi non accenna a diventare passato.

PF - Kevin Garnett

Se ti chiamano "Revolution" vorrà pur dire qualcosa. E rivoluzione è stata quando KG iniziò a calcare i freddi campi di Minneapolis con le sue lunghe leve ed il suo fisico asciutto e nerboruto, quasi apparentemente fragile e rachitico.

Dietro quell'impalcatura esile si celava una forza fisica e mentale senza pari. Sarebbe dovuto andare a Boston, a costituire il primo Big Three della storia recente del basket per vincere quel tanto agognato anello.

Su quel trionfo vi è la sua firma indelebile insieme a Paul Pierce e Ray Allen.

C - Tim Duncan

Ala grande o Centro? Poco importa. 10 anni da pura ala grande e altrettanti da centro o comunque da lungo principale della dinastia Spurs, quella che lo ha visto dominare per quasi un ventennio. Sempre con record positivo, sempre ai playoff, sempre protagonista. Merito di coach Popovich ovviamente ma anche del leader silente che ha trascinato con se giocatori insospettabili verso traguardi impensabili sotto L'Alamo.

Parker-Ginobili-Duncan. Un trio delle meraviglie che ha illuminato il deserto texano per anni. Il caraibico era l'uomo perfetto per Pop. Zero riflettori e tanto duro lavoro. Sui 2 lati del campo non c'è forse mai stato giocatore cosi ugualmente decisivo.

Panchina di lusso

PG - Stephen Curry

A volte ce ne dimentichiamo ma se GSW è diventata una dinastia è merito anche e soprattutto dei giocatori che la compongono. C'è tanto Durant nei Warriors di oggi ma quando KD non c'era ancora tutto si reggeva sulle piccole spalle di Stephen Curry. Tiro da 3 infallibile e tanta leadership per il ragazzo che spacca le partite come nessuno.

SG - Ray Allen

Da uno dei tiratori da 3 migliori di sempre al tiratore da 3 per antonomasia.

Ray Allen vedeva una vasca da bagno al posto del canestro. Da ovunque si trovasse era capace di mettere piedi a terra e segnare. Un cecchino di eleganza unica, "He Got Game" è un idolo indimenticabile.

SF - Metta World Peace/Ron Artest

Se finora abbiamo parlato di giocatori mentalmente favolosi è adesso arrivato il momento di avvicinarci ad uno dei giocatori più folli degli anni 2000. Cosi folle da aver cambiato anche nome di battesimo. Ei fu Ron Artest. Divenne Metta World Peace. Voleva salvare il mondo nella sua seconda vita, lui che fu vittima di se stesso per tutta la prima parte della sua carriera. Se però Kobe ha vissuto degli anni d'oro ad L.A. il merito è del suo fido scudiero che restava lontano sideralmente dal canestro ma che riusciva ad entrare sotto pelle degli avversari come forse solo Rasheed Wallace e Bruce Bowen sapevano fare in quegli anni.

PF - Pau Gasol

Un uomo chiamato eleganza.

Un'insospettabile campione dalla classe sopraffina.

Non sempre difendeva a dovere ma quando il momento clou arrivava difendeva come fosse il miglior difensore al mondo e attaccava come se fosse nato per mettere punti importanti. Il primo europeo insieme a Dirk Novitzky ad essere protagonista vero di trionfi NBA.

C - Shaquille O'Neal

Non ha bisogno di presentazioni.

Una stella dentro e fuori dal campo. Un omone che incuteva paura e rispetto ma anche sorrisi e buon umore. Difficile trovare un tiratore di liberi peggiore.

Difficile trovare un centro migliore negli ultimi 30 anni.